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LA STORIA/ Madri guerrigliere cercano nella foresta i figli perduti

Pubblicazione:martedì 5 agosto 2014

Farc Farc

COLOMBIA: LE MADRI GUERRIGLIERE CERCANO I FIGLI NELLA FORESTA - Madri guerrigliere alla ricerca dei figli perduti. L’edizione odierna online della Bbc racconta la storia delle donne ribelli colombiane delle Farc, alla quale è proibito avere figli. Nel caso in cui, invece, rimangano incinte, alla nascita del figlio sono costrette ad abbandonarlo. Ora, tutte coloro che hanno lasciato le armi dei gruppi rivoluzionari, sono alla disperata ricerca dei piccoli messi al mondo. Si legge della testimonianza di Teresa (ma i nomi sono fittizi così da salvaguardare l’identità delle dirette interessate), che si è congedata dalle forze rivoluzionarie della Colombia da cinque anni: “Avevo 16 anni e mi hanno obbligato”; le Farc le hanno ucciso la madre costringendola ad unirsi  a loro. E gli stessi guerriglieri la misero poi incinta: ma la gravidanza viene considerata un crimine e un’insubordinazione. Nel suo caso, però, era troppo tardi per abortire – avendo nascosto per mesi la gravidanza – e così poco tempo dopo il parto i suoi comandanti le fecero firmare dei documenti con la quale dava di fatto il bambino in affido a una famiglia. Teresa non si è mai data per vinta e dopo anni è riuscita a stringere a sé la figlia strappatale via: ora sta conducendo un’aspra battaglia legale per vedersi riconosciuti i diritti di madre. Ma la storia di Teresa è una delle tante: si parla di circa 7mila donne che hanno vissuto la stessa situazione. Tra queste anche Maria, entrata a far parte delle Farc a soli 13 anni e rimasta incinta a 17. Dopo 8 anni nelle fila dei guerriglieri la donna ha deciso di fuggire, senza però riuscire a ricongiungersi con la figlia: “La sto ancora cercando e continuerà a farlo finché non avrà più speranza”. L’ultimo racconto è quello di Carmen, infermiera delle Farc per più di vent’anni il cui figlio è stato assegnato a una famiglia di un villaggio poco distante da lei fino ai tre anni di età, poi più niente. Ora, grazie a un’iniziativa del governo che coinvolge proprio gli ex membri della Guerrilla, è riuscita a riabbracciare il figlio: “È stato come partorirlo una seconda volta”.



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