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Esteri

CRISI UCRAINA/ Jean: dietro la guerra il "dilemma" di Putin

(Infophoto)(Infophoto)

Vi sono determinati limiti dovuti al diritto internazionale bellico – chiamato attualmente diritto umanitario – che ha valenza però ridotta, soprattutto per un fatto.

 

Quale?

È difficile valutare se un’azione contro la popolazione civile è voluta oppure se si tratta di danni collaterali di azioni militari.

 

Horlivka, Lugansk, Shaktiorsk e Donetsk sono le zone più calde del conflitto e proprio Donetsk è stretta d’assedio dalle forze governative. La roccaforte dei ribelli pare sul punto di soccombere: siamo all’offensiva finale?

Fare previsioni è difficile, soprattutto perché stiamo parlando di una città di un milione di abitati. Se i filorussi sono decisi a vendere cara la pelle allora combattono casa per casa. In questo caso le forse ucraine, che non hanno mai dato prova di un’eccessiva volontà combattiva, avanzeranno facendo dei danni enormi, che poi qualcuno dovrà pur pagare.

 

Mentre Mosca accusa Kiev di aver trasportato a Est missili balistici, sono 20.000 i soldati russi al confine ucraino; in più le fila si sono ingrossate di 8.000 unità nell’ultima settimana. Cosa significa?

A mio avviso si tratta di numeri che hanno mero valore simbolico. Nonostante lo schieramento di soldati, non penso che in Russia ci siano tanti matti – anche tra i nazionalisti – convinti di andare a occupare l’Ucraina. In merito voglio ricordare una cosa…

 

Prego.

Nell’Ucraina Occidentale c’è stata una guerriglia antirussa che è durata fino al 1956, quando i russi non avevano un esercito sconfitto, ma l’Armata Rossa che aveva invaso Berlino. Nonostante questo gli ucraini continuarono a combattere infliggendo ai russi delle perdite anche piuttosto importanti. Questo per dire che è da escludere l’ipotesi che la Russia possa effettuare operazioni belliche vere e proprie contro l’esercito ucraino. Se con l’occupazione-annesione della Crimea la Russia ha perso l’Ucraina, se va alla conquista della stessa Ucraina allora Mosca perde l’Europa, andando a consolidare la Nato e l’Occidente e subendo una pioggia di sanzioni.

 

Negoziato all’orizzonte?

In guerra c’è sempre un negoziato. Certo, dipende se con note diplomatiche o ambasciatori seduti intorno a un tavolo, magari con la rivoltella in tasca. Oppure lo si può effettuare con bombardamenti reciproci in cui i messaggi che vengono scambiati sono sempre di due generi: o accetti il tipo di pace che ti impongo altrimenti, se non lo accetti, ti faccio un nuovo attacco. Ormai si spara e basta.

 

(Fabio Franchini)

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