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Esteri

MOSUL / Le donne vendute all’asta al mercato

Donne vendute all’asta al mercato di Mosul. La Mezzaluna Rossa irachena esorta la comunità internazionale ad intervenire per salvare le donne cristiane

foto: Infophotofoto: Infophoto

Donne vendute all’asta al mercato di Mosul. La Mezzaluna Rossa irachena esorta la comunità internazionale ad intervenire per salvare le donne cristiane vendute dai Jihadisti dello Stato Islamico, che impongono le loro leggi di un’altra era, trattando le donne come fossero degli schiavi. Tutte le comunità sono maltrattate e umiliate, in particolare i cristiani. Proprio i cristiani a Mosul da 2.000 anni, adesso vengono spogliati dei loro averi e buttati fuori dalle loro case. Quelli che si oppongono vengono giustiziati. I miliziani hanno spinto le donne come fossero una mandria di bovini, portandole nel souk di Mosul per venderle all’asta come schiavi, come accadeva una volta. A dare la notizia è la giornalista e scrittrice Souad Sbai, che citando un comunicato della Mezzaluna Rossa, scrive: "In questo momento le donne, della minoranza Yazidi e cristiane, rapite dai miliziani dell'ISIS sono 'in vendita' al mercato di Mosul dopo essere state 'smistate' nel campo di prigionia di Sinjar, città Yazidi che nel frattempo è stata conquistata". La giornalista ha aggiunto: "Le foto che ritraggono le donne rapite velate integralmente, incatenate e minacciate da integralisti armati di spada, dovrebbero far riflettere il mondo intero su quale catastrofe è in corso nel quadrante mediorientale. Ma attorno alla loro triste sorte vedo solo un silenzio vergognoso da parte dei paladini dei diritti umani che spesso, anche con le bombe, hanno tentato di insegnarci cosa fosse la democrazia, creando solo disastri geopolitici e catastrofi umanitarie di cui oggi paghiamo le conseguenze" (Serena Marotta)

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