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SIRIA/ Proseguono le ricerche delle ragazze rapite. Il preside del liceo: raccoglievano soldi per i profughi

Siria, due ragazze italiane sono state rapite tra il 31 luglio e l'1agosto. Si trovavano vicino ad Aleppo in veste di volontarie: oggi è arrivato l'appello dei genitori.

Aleppo (Immagine d'archivio) Aleppo (Immagine d'archivio)

Sono due volontarie, ma sono innanzitutto due amiche, che si sono spinte in un territorio così pericoloso e a rischio per il desiderio di fare del bene: il loro luogo di incontro, dove hanno capito che erano animate dallo stesso scopo, è stato un convegno di solidarietà nei confronti della Siria. Dopo alcune esperienze e manifestazioni, Vanessa, di 22 anni e Greta, di 21 anni, hanno deciso di fondare il Progetto Horryaty, che le ha portate vicino ad Aleppo lo scorso luglio. Aldo Ferri, l’ex-preside del liceo Rosetum di Besozzo, che Greta ha frequentato per due anni, parla così di lei, come riporta l’inviato a Gavirate de La Stampa: “Un tipo molto sempre indipendente. L’ho avuta come studentessa per due anni e l’ultima volta, un mese fa, era stata qui per ritirare i soldi che avevamo raccolto con la festa della scuola per i profughi siriani”. Aggiunge, inoltre “In quarta liceo al posto delle vacanze era partita per una missione in Africa durata tre mesi. Poi era andata in India, infine si era innamorata della causa siriana”. Ora Greta frequenta l’università, dove studia scienze infermieristiche, che la condurrà ad una professione al servizio degli altri, mentre invece Vanessa è iscritta al corso di Mediazione Linguistica e Culturale a Milano. Due giovani amiche che si sono spinte così lontano da casa, per un desiderio così grande: mentre continuano le ricerche, cresce sempre di più la preoccupazione dei genitori che hanno preferito non rilasciare altre dichiarazioni.

Mentre proseguono le ricerche di Vanessa Marzullo e Greta Besozzo, le due volontarie italiane rapite nella notte tra il 31 luglio e il primo agosto in Siria, sulla pagina di Facebook del Progetto Horryaty, di cui le due giovani erano fondatrici, ha scritto Roberto Andervill, uno dei responsabili del progetto: "A nome del Progetto Horryaty vorrei dire che non saranno rilasciate dichiarazioni a nessuno. Tutte le informazioni sul Progetto sono su questa pagine. Tutte le altre informazioni, ammesso che ne siano, non saranno divulgate. Questo progetto continuerà ad esistere dopo che Greta e Vanessa saranno di nuovo con noi. Grazie". Lo stesso Andervill si era sfogato dicendo: "Non ce la faccio più a leggere gli insulti di chi ci dipinge come sprovveduti e di chi dice che Vanessa e Greta se la sono cercata". Intanto, l’ANSA comunica quanto appreso dalle fonti locali, ovvero l’esatta ubicazione del rapimento delle due ragazze: si tratta del villaggio di Abzemo, ad ovest di Aleppo. A prelevarle, sempre secondo le fonti, sarebbe stato un gruppo di forze armate, che è riuscito nell’intento nonostante la protezione da parte degli uomini del Fronte islamico.

Sono state rapite in Siria nella notte tra il 31 luglio e il primo agosto scorsi: si tratta di due ragazze italiane, Greta Ramelli di Besozzo (Varese) e Vanessa Marzullo di Brembate, in provincia di Bergamo. Le due giovani erano in Siria, nella zona di Aleppo e non si hanno loro notizie dallo scorso luglio: anche l’ultimo accesso su WhatsApp, la famosa App per smartphone che permette di chattare quasi istantaneamente, da parte di Vanessa risale ormai a giovedì scorso, più di una settimana fa. Mentre continuano le ricerche e si sospetta che le due italiane siano in mano a delle forze armate, la Procura di Roma ha avviato un’indagine, guidata da Giancarlo Capaldo, procuratore aggiunto, con ipotesi di sequestro di persona a scopi terroristici. Il padre di Vanessa ha dichiarato di essere “Fiducioso nella giustizia e nel Signore anche”, rispondendo alle domande di Repubblica Tv, e la famiglia di una delle volontarie ha lanciato un appello, “chiedendo di raccontare cosa succede in Siria” per fare in modo di poter aiutare le due ragazze rapite e potergli stare vicino. 

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