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Esteri

JIHAD & OCCIDENTE / L'accusa: “jihadisti collegati con alcuni alleati USA”

I jihadisti avrebbero collegamenti con alcuni nostri alleati. Così sostiene il dottor John Eibner del Christian Solidarity International degli Usa.

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I jihadisti avrebbero collegamenti con alcuni nostri alleati. Così sostiene il dottor John Eibner del Christian Solidarity International degli Usa. Nel frattempo assistiamo ancora ad un altro spettacolo pietoso in Medio Oriente, dove decine di migliaia di disperati yazidi iracheni e oltre 100.000 cristiani sono in fuga dalle loro case nei pressi di Mosul, cercando rifugio in Kurdistan. Il presidente Barak Obama parla di “un potenziale atto di genocidio”. Il dottore ha viaggiato molto dal 2007 in Iraq e in Siria ed è stato testimone dell’offensiva dei miliziani contro la città di Mosul e delle città periferiche. Questo processo ha portato alla creazione di un califfato con sede in Iraq e in Siria, con la conseguente persecuzione del popolo. L’ultima delle comunità ebraiche è stata sradicata nel 1960. Adesso è il turno dei cristiani. Questo genocidio è alimentato da potenti figure in Arabia Saudita, Qatar, Kuwait e tutti gli alleati regionali sunniti di Washington, Londra e Parigi. Dal 1980 è stata esportata un’ideologia bigotta dagli Stati ricchi di petrolio e il risultato è stato la radicalizzazione della regione e la crescita di gruppi terroristici jihadisti. Un fenomeno che non sarebbe stato possibile senza l’appoggio di Washington e dei suoi alleati. “L’Islam radicale è stato visto come una barriera utile per l’espansione del comunismo. Jihadisti sono stati utilizzati dalle potenze occidentali per guidare l’assalto contro le forze sovietiche in Afghanistan. Le stesse tattiche sono utilizzate oggi in Siria per rovesciare il regime di Assad, alleato dell’Iran e della Russia”, ha spiegato il dottore (Serena Marotta)

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