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MASSACRO DI CRISTIANI IN IRAQ/ Le colpe dell'Occidente: Bush, Obama, Europa

FEDERICO PICCHETTO commenta la situazione dei cristiani in Iraq: la situazione irachena, come quella di tutto il mondo arabo, è frutto delle scelte dell'Occidente.

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E adesso i cristiani dell'Iraq sono senza tutto, anche senza scarpe. In fuga da chi li odia solo ed esclusivamente per un nome, quello di Gesù.

Non spetta a me parlare di "che cosa fare" - ci sono testimoni e autorità infinitamente più competenti e addentro alla situazione che possono suggerire e proporre iniziative o mediazioni - quello che mi interessa è raccontare come appaiano le cose da questa parte del fronte, ossia dalle più remote periferie di un paese "cristianissimo sulla carta" come l'Italia. Per questo motivo cercherò di delineare poche, ma non banali, considerazioni.

Anzitutto, come prima cosa, va detto che ciò che balza agli occhi è che l'Occidente (ossia il sistema che tiene uniti l'Unione Europea, il Canada e gli USA) non esiste più e, a parte qualche spot, non ha effettivamente altro collante che quello economico. Ciò che ancora spinge i rappresentanti di questi grandi paesi ad incontrarsi e a collaborare non sono le comuni visioni del mondo e della vita, ma gli intrinseci legami finanziari o gli anniversari delle "vecchie e gloriose battaglie" vinte sul campo ormai settant'anni fa. Infatti si può senza dubbio dire che decenni di rivendicazioni, di referendum e di sentenze delle Supreme Corti hanno spazzato via l'identità occidentale rendendola oggi un contenitore incapace di porre questioni di fondo, se non quelle che interessano le ricche lobbies che promuovono la politica nel contesto nazionale di questi paesi. Per questo motivo un simile Occidente non riuscirà a far niente per i cristiani di Iraq, se non "convocare qualche riunione" di quell'inutile accozzaglia di politically correct che è diventato l'ONU, o lanciare qualche razzo nei "cosiddetti punti strategici" per mettersi a posto la coscienza. In secondo luogo bisogna far notare agli osservatori - una volta per tutte - che è evidente che la Chiesa Cattolica non è una potente lobby che influenza la vita degli Stati.