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STONEHENGE/ Risolto il mistero: ecco la prova che il sito neolitico era un cerchio completo

Risolto il mistero di Stonehenge: a pensarci è stato un operaio che doveva irrigare l'erba intorno al sito neolitico. Ecco cosa è successo quando una parte del prato è rimasta asciutta

Stonehenge Stonehenge

Per decenni gli studiosi e gli archeologi avevano avanzato l'ipotesi che il famoso gruppo di pietre preistoriche inglesi, il sito di Stonehenge, fosse un cerchio. Difficile se non impossibile però determinarlo in modo certo vista la mancanza di una buona metà di pietre stesse. La configurazione architettonica però faceva pensare che fosse così. Adesso è arrivata anche la prova mancante, e grazie a un esperto di irrigazione di prati, non per mano di un archeologo o di uno scienziato. L'erba infatti introno al gruppo di pietre neolitiche viene regolarmente irrigata d'estate perché si mantenga sempre verde e rigogliosa. E' successo che quest'anno il tubo flessibile usato per irrigare era troppo corto per raggiungere il sito in modo completo. E così il terreno dove è la parte mancante di pietre è rimasta asciutta. Ed ecco cosa è successo: quando resti archeologici sono rimasti sepolti nel terreno per un periodo molto lungo, essi cambiano il modo in cui l'erba sopra di loro cresce rispetto al resto del terreno, anche se questi elementi sono scomparsi da lungo tempo. Osservando il terreno e la differenza nell'erba è stato possibile così capire che effettivamente le pietre che oggi mancano costituivano un cerchio completo. Fino a oggi infatti scavi e osservazioni non avevano potuto dimostrarlo: uno degli operai intenti a irrigare ha così potuto osservare come ci fossero macchie molto chiare sul terreno dove l'acqua non era arrivata, autentici buchi creati dalle pietre mancanti, dove l'erba era più riarsa.  

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