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VIRUS EBOLA/ Caso sospetto nelle Marche, si tratta di malaria: la conferma del ministero della Salute

Nessun caso di ebola in Italia. Dopo gli esami effettuati sulla donna nigeriana ricoverata ad Ancona sospettata di aver contratto il virus, è emerso che la paziente è affetta da malaria

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VIRUS EBOLA, CASO SOSPETTO NELLE MARCHE: E' MALARIA - Riguardo il caso sospetto di malattia da virus Ebola nelle Marche relativo a una persona di ritorno dalla Nigeria, anche il Ministero della Salute ha confermato che gli accertamenti hanno scongiurato la presenza della malattia. La paziente, si legge in una nota, “non è stata contagiata dal virus Ebola, ma è risultata affetta da malaria”. Il Ministero ha aggiunto che in questo caso, come in tutti gli altri sospetti di Ebola, sono state attivate tutte le procedure previste, "in linea con le indicazioni internazionali e recepite a livello regionale, tra le quali l’invio di campioni biologici all’INMI Spallanzani di Roma per le prescritte analisi di laboratorio”. Tali procedure “mirano alla tutela, oltre che del personale sanitario che pratica l’assistenza diretta al paziente, della collettività e alla migliore gestione clinica del caso, con criteri di sicurezza ambientale, nonché alla sorveglianza di eventuali contatti".

VIRUS EBOLA, CASO SOSPETTO NELLE MARCHE: E' MALARIA - Nessun caso di ebola in Italia. A seguito degli esami effettuati sulla donna di origine nigeriana ricoverata ad Ancona e sospettata di aver contratto il virus, è emerso che la paziente è in realtà affetta da malaria. Lo ha reso noto la Direzione Sanitaria degli Ospedali Riuniti, spiegando che la paziente ha già iniziato la terapia per questa specifica malattia. Una ulteriore conferma che non si tratta di ebola dovrebbe comunque arrivare dallo Spallanzani di Roma, dove sono in corso le analisi per escludere definitivamente la presenza del virus che in Africa occidentale ha già ucciso più di duemila persone. In tutti i casi, anche se il caso sospetto nelle Marche fosse stato confermato, "è altamente improbabile che il virus si diffonda in Italia, grazie alle nostre condizioni igieniche sanitarie". Lo ha detto nella giornata di ieri Stefano Vella, direttore del dipartimento farmaco dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), a margine dell'audizione in Commissione Affari Sociali della Camera. "I sintomi dell'Ebola sono comuni a molte altre malattie", ha aggiunto, quindi è necessario prima "ricostruire il viaggio e le attività svolte, perchè questa epidemia si diffonde venendo a contatto direttamente con i malati o con i cadaveri". Anche lo stesso Ministero della Salute era intervenuto spiegando in una nota che negli ultimi due mesi "sono stati segnalati casi sospetti di MVE da diverse regioni, in base ai criteri indicati da OMS ed ECDC, quali l’insorgenza di alcuni sintomi e la provenienza geografica da aree affette. Tutti questi casi sono poi risultati negativi ai test di laboratorio per virus Ebola".

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