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ISIS/ La storia della ragazza di 14 anni venduta a un comandante islamico

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Continuano a emergere storie terribili di ragazze e ragazzine vendute o rapite come schiave e abusate dai miliziani islamici di Isis. L'ultima in ordine di tempo l'ha pubblicata il quotidiano inglese Independent. L'ha raccolta una giornalista curda che ha potuto parlare con Narin, nome finto per proteggere i suoi familiari alcuni dei quali ancora in mano agli islamisti, di appartenenza yazidi. Una storia che comincia lo scorso 3 agosto quando insieme agli abitanti del suo villaggio è costretta a fuggire saputo dell'imminente arrivo dei terroristi. Mentre cercavano di raggiungere le montagne vengono però catturati dai miliziani: gli uomini vengono tutti uccisi, compreso suo fratello, e le donne vengono portate via su di un camion. Portate in una scuola usata come prigione dove si trovano già molte altre donne yazidi viene loro chiesto di convertirsi all'islam, cosa che rifiutano di fare. Portate a Mosul vengono nuovamente rinchiuse per i successivi venti giorni con la continua richiesta di convertirsi sempre rifiutata. Fino a che lei e una sua amica vengono date in dono a due combattenti islamici, uno un imam e lei a un uomo di 50 anni che sembra essere molto autorevole tra i miliziani. L'uomo, racconta la ragazza, mentre continua a dirle di convertirsi all'Islam, cerca di violentarla numerose volte ma la ragazza resiste. Lui la picchia violentemente e le dà da mangiare solo una volta al giorno. Finalmente un giorno, lei e l'amica, approfittando  del fatto che i loro due padroni si erano recati in moschea, riescono coraggiosamente a fuggire raggiungendo Baghdad grazie all'aiuto di un cugino dell'amica contattato in qualche modo. 



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