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STATO ISLAMICO/ Castagnetti: Obama non lo dice ma deve allearsi con Assad...

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Barack Obama (Infophoto)  Barack Obama (Infophoto)

E' stata definita "la dichiarazione di guerra all'Isis". Barack Obama, approfittando dell'anniversario degli attentati alle Torri Gemelle, ha rilasciato un discorso in cui ha finalmente spiegato la sua strategia per combattere le milizie dello stato islamico. Bombardamenti aerei, nessun soldato americano sul suolo, guida di una colazione internazionale essenzialmente composta da curdi, iracheni e siriani moderati. Il generale Castagnetti, intervistato da ilsussidiario.net, sorride alle parole "siriani moderati": "Quali sarebbero? Non ce ne sono certo nei territori occupati da Isis. L'unico aiuto che Obama potrebbe avere è da parte di Assad e anche se ufficialmente non lo dice, sarà obbligato a farselo alleato". Stessa preoccupazione Castagnetti esprime per una coalizione composta da curdi e iracheni, nemici storici da sempre. Ecco cosa ci ha detto.

 

Obama ha parlato di esclusivo intervento aereo come già sta accadendo adesso: che efficacia militare può avere?

Un'efficacia l'intervento aereo sicuramente ce l'ha, ma è molto limitata.

 

In che senso?

Non inviando truppe non avranno l'intelligence necessaria. Con i nuovi strumenti di guerra, mi riferisco soprattutto al Reaper, è possibile colpire qualsiasi obiettivo, avendo l'intelligence giusta, con la certezza assoluta di non fare danni collaterali. I Riper possono volare per 24 ore consecutive, vedono qualsiasi cosa, vedono anche la targa di una macchina e poi l'uniforme nera dei miliziani è inconfondibile.

 

Ma devono essere guidati in qualche modo?

Prima di schiacciare il bottone di sparo, che può essere anche a Washington, ci vuole l'intelligence che dica quali sono gli obiettivi. Il Reaper infatti deve essere diretto inizialmente verso l'obbiettivo. 

 

Tra l'altro il territorio delle operazioni è allo stesso tempo assai vasto e poco definito.

Gli americani colpiranno anche in Siria ma non vogliono dialogare con Assad. Dovranno per forza dialogare con lui, non lo diranno ufficialmente per non fare brutta figura visto che lo volevano bombardare. Comunque soldati ne manderanno. Quando dicono non invieremo contingenti, intendono che non manderanno divisioni e carri armati, ma qualche migliaio di uomini che devono collaborare con gli iracheni e i curdi li dovranno mandare. 

 

Al proposito, una coalizione composta da curdi, iracheni e cosiddetti siriani moderati lascia un po' perplessi, no?

Diciamo anche che fa un po' ridere. Ho avuto occasione di collaborare con gli americani, ho anche tenuto una conferenza sulla opportunità o meno di invadere la Siria contro Assad e gli ho chiesto se erano pazzi... La Siria è sempre stata abbandonata dal mondo occidentale, anche prima della guerra, e  intervenire lì è una cosa folle. 

 

Curdi e iracheni poi non si amano di certo.

Certo la storia ce lo dice e comunque questi siriani moderati non credo si trovino nella zona dell'Isis. Forse in altre parti del paese, ma non hanno la capacità di movimento, quella ce l'hanno i soldati siriani, non vedo altre alternative. Anche perché Assad ha delle forze armate ancora efficienti e poi, se vogliono, possono anche colpire gli aerei americani se prima non si mettono d'accordo.

 

Obama ha detto che l'America non ripeterà più l'errore di mandare truppe come fatto in Iraq e in Afghanistan, ma viene da chiedersi se il vero errore non sia stato andarsene troppo in fretta da quei paesi, che ne dice?


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