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CAOS LIBIA/ L'inviato: dietro la guerra civile c'è la lunga mano dell'Egitto

Milizie libiche (Immagine d'archivio) Milizie libiche (Immagine d'archivio)

La tribù di Zintan, che adesso supporta Khalifa Haftar, ma che fino a due anni fa era schierata a fianco delle brigate di Misurata, è costituita soprattutto da predoni. Le Brigate di Misurata invece, prima ancora di essere islamiche, sono mercantili: non combattono per Allah ma per i soldi.

 

Qual è il rapporto di Alba Libica con gli esponenti del vecchio regime?

I membri di Alba Libica sono gli anti-gheddafiani. I nostalgici di Gheddafi si sono raccolti intorno a Khalifa Haftar, il generale supportato dall’Egitto che ha formato un’armata per combattere il cartello di Alba Libica. Quest’ultima è sostenuta dal tessuto mercantile di Misurata come imprenditori, camionisti e lavoratori del porto. Di fatto in Libia è in atto una guerra civile, e i misuratini la vivono come la continuazione ideale della rivoluzione del 17 febbraio 2011. Ritengono che il Paese non si sia ancora liberato dalle frattaglie di Gheddafi, non riconoscono il governo di Tobruk e quindi continuano a combattere.

 

Come giocano le influenze straniere nella guerra civile in corso in Libia?

Sono girate molte voci e notizie false, come quella sulla sparizione di dieci aerei dall’aeroporto di Tripoli che non corrisponde a verità. In realtà il generale Khalifa Haftar è sostenuto dall’Egitto che è nelle mani di un altro militare, El-Sisi. I cittadini libici sono spaventati, perché lo vedono come un orizzonte in cui i generali tornano al potere. E’ una sorta di restaurazione che interrompe il processo di liberazione contro Gheddafi che loro ritengono di avere messo in atto. In Libia si gioca anche una partita più ampia, che riguarda il ruolo dell’Egitto, quello del Qatar che supporta le Brigate di Misurata e gli Emirati che sostengono invece il governo di Tobruk.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
15/09/2014 - CAOS LIBIA (delfini paolo)

Se quella attuale è la Libia "democratica" liberata, meglio un regime militare come quello Egiziano, per il bene dei cittadini libici e di tutti.