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SCOZIA INDIPENDENTE/ Identità e kilt oppure questioni di petrolio?

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Regina Elisabetta  Regina Elisabetta

Il dibattito in corso sembrerebbe essere più orientato alle ragioni della convenienza di questa scelta, in termini di benessere possibile, più che alla riconquista della "perduta libertà" del 1707. Ieri, in un'intervista a Repubblica, Alex Salmond, il leader del movimento indipendentista, parla di una "opportunità storica di costruire un paese più prospero",  perché "non è una questione di identità etnica, bensi di democrazia". E si dichiara fiducioso sulla possibilità di accordi del nuovo stato sovrano sia con l'Unione Europea (mettendo sul piatto il 60 per cento delle riserve petrolifere europee, sotto il suolo della Scozia) che con Londra, con cui stabilire un'unione monetaria attraverso "un civile negoziato fra le parti".

Il referendum secessionista in Ucraina ha visto una percentuale di votanti superiori al 75 per cento, in totale controtendenza rispetto al dilagare del low voter turnout, la percentuale di quanti effettivamente votano rispetto agli aventi diritto, uno dei problemi della democrazia moderna e della sua reale rappresentatività. La secessione in Ucraina ha riempito le urne, l'indipendenza della Scozia farà lo stesso?



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COMMENTI
18/09/2014 - referndums indipendentisti (Pier Luca Toffano)

viviamo un pezzo di storia nel quale ci sentiamo particolarmente a nostro agio nel rifiuto dei poteri costituiti dimenticandoci che tale regola vale anche, prima o poi, per i nuovi poteri che sostituiranno quelli che rifiutiamo. Lei parla di referendum Ucraino, riferendosi, immagino, al plebiscito in Crimea organizzato con la classica "pistola alla tempia" rappresentata, nel caso concreto, dalle truppe di occupazione. Il paragone tra Scozia e Crimea mi pare quindi alquanto forzato e poco adatto a costruire una tesi unificante per gli emergenti nazionalismi o, se visti da un'altra prospettiva, gli emergenti rifiuti degli Stati Nazione. La vera idea emergente, non la definirei ancora un'ideale, piuttosto "un sogno", sta nell'illusione di affrancarsi dal potere centrale. Dalla sua burocrazia, dal suo linguaggio arido, dai suoi rappresentanti pomposi, dalla sua inguardabile lentezza. Il ritorno ad un passato immaginario di piccole comunità omogenee che condividano stili di vita ed aspirazioni e che magicamente riescano a restaurare la perduta armonia (che è in realtà un parto del cinema di Hollywood). A guardar bene si potrebbe iniziare a parlare di rifiuto della Democrazia intesa come arte del compromesso e della convivenza.

 
17/09/2014 - Rispetto per le regole (Giuseppe Crippa)

Grazie per la precisazione su chi avrà il diritto di votare effettivamente in Scozia. Fa piacere vedere che le regole non si cambiano in corso d’opera. Qui in Italia invece il governo, col supporto dell’opposizione berlusconiana, si prepara a cambiarle perché servono per la primavera prossima…