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POLONIA/ Scoperte nuove camere a gas naziste: ci morirono 250mila ebrei

Archeologi polacchi hanno individuato i resti di molte camere a gas distrutte dai nazisti in cui si calcola furono uccisi almeno 250mila ebrei, ecco di cosa si tratta

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L'orrore seminato dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale sembra non avere mai fine. Si pensava di aver saputo abbastanza del loro orribile genocidio, ma evidentemente c'è ancora da scoprire. Alcuni archeologi hanno infatti scoperto nella zona orientale della Polonia, i resti di molte camere a gas sotterrate dai tedeschi dopo un tentativo di rivolta degli ebrei il 14 ottobre del 1943 in un campo di concentramento. Il campo si trovava alla periferia del villaggio di Sobibor: in seguito a quella rivolta per nascondere l'evidenza dei loro sterminio, i nazisti decisero di distruggere le camere a gas, interrarle  e poi coprirle con una strada asfaltata. In quelle camere a gas, dicono gli archeologi, si reputa siano state uccise 250mila persone. Adesso, in seguito agli scavi, vengono alla luce le fondamenta e anche i muri di queste camere, dalle proporzioni così grandi da aver stupito gli archeologi stessi. Dopo la rivolta dell'ottobre 1943 il campo venne distrutto dai tedeschi. Circa 300 ebrei riuscirono a fuggire ma vennero quasi tutti presi e uccisi. Si stimano solo 50 sopravvissuti di oltre 250mila persone uccise in quel campo.

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