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REFERENDUM SCOZIA/ Sapelli: una vittoria di Pirro per l'Europa

Pubblicazione:sabato 20 settembre 2014

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Il principale promotore del referendum scozzese pronto a rassegnare le dimissioni dopo la sconfitta con 2 milioni di no e 1 milione e 600mila sì. Alex Salmond lascerà gli incarichi sia come primo ministro della Scozia sia come leader dello Scottish National Party (Snp). Alla fine il 55% dei votanti ha deciso di restare con Londra, contro il 45% che voleva l’indipendenza. Salmond ha commentato le sue dimissioni imminenti spiegando: “Per me come leader il mio tempo è finito, ma per la Scozia la campagna continua e il sogno non morirà mai”. Ne abbiamo parlato con Giulio Sapelli, professore di storia economica nell’Università degli Studi di Milano.

 

Qual è il significato di questo risultato nel referendum scozzese?

È stata una vittoria del fair play e della democrazia rappresentativa britannica, una prova straordinaria di civiltà e di confronto democratico attraverso il referendum, anche perché a essere in gioco erano questioni identitarie molto profonde. Il sangue di Maria Stuarda è ancora fresco e c’è una questione religiosa aperta. Questo referendum, che poteva facilmente trasformarsi in una lotta fratricida, si è svolto con un rispetto straordinario delle opinioni altrui.

 

Secondo lei, perché il 55% degli scozzesi ha votato no?

Questo no è una vittoria della monarchia inglese, il cui ruolo è stato decisivo. Per comprenderlo basta avere sentito il discorso della Regina Elisabetta, che è riuscita ad affrontare i temi più controversi in forma conciliativa e non divisiva. Un vero e proprio abisso dalla crisi in cui si trova la monarchia spagnola. Gli ultimi re di Spagna non hanno saputo unire il popolo e le diverse nazioni sotto Madrid. Elisabetta II al contrario rappresenta la democrazia del Regno Unito e non soltanto quella degli inglesi.

 

Chi esulta in Europa lo fa a ragion veduta?

No. Naturalmente quella nel referendum scozzese è stata una vittoria di stretta misura in un’Europa malata, e il voto non basta a cambiare questa diagnosi infausta. Il 45% dei sì crea un’onda che presto arriverà in Catalogna dove non potrà essere fermata. Il campanello d’allarme in Scozia è suonato e se ci facciamo illusioni sarà una vittoria di Pirro.

 

In Catalogna il referendum potrebbe andare diversamente?


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COMMENTI
20/09/2014 - Ue vuol dire danno? (Carlo Cerofolini)

Premesso che per Margaret Thatcher l’Ue era l’espresso di Babele, il fatto che varie Nazioni appartenenti all’Ue siano in procinto di implodere non è che in buona parte sia dovuto – soprattutto nell’Europa continentale – al fatto che quest’Ue a trazione tedesca, tutto rigore, senz’anima e prospettiva, stia trascinando quasi tutti i componenti del “club” alla rovina economica e sociale?

 
20/09/2014 - dedicato a chi ha più di 50 anni (Claudio Baleani)

"Cornovaglia libera" "Libera Cornovaglia". Chi ha più di 50 anni si ricorda lo sceneggiato per ragazzi con Johnny Dorelli dove c'erano dei cospiratori che volevano ottenere l'indipendenza della Cornovaglia, un posto dove ci stanno le eriche e le pecore. Così negli anni '60 ci permettevamo di ridicolizzare le spinte indipendentiste. Ogni volta che sentivo "Libera Cornovaglia" mi facevo un sacco di risate. Chi se lo immaginava che sarebbe venuto il momento di sentire queste cose alle 8 e non alle 5 durante la TV dei ragazzi? In Scozia c'è quasi la metà della popolazione che vuole l'indipendenza dall'Inghilterra nonostante che gli scozzesi originari alla Braveheart sono estinti per miseria e per guerre e nonostante che i parlamentari scozzesi possono mettere bocca nella sanità inglese, ma gli inglesi non posso fare il reciproco. Una follia. Una follia il nazionalismo che ha assoggettato la Scozia e una follia il nazionalismo che la vuole indipendente. E allora perché non l'indipendenza di Durham? E' stato il centro nevralgico della colonizzazione del Regno. Eppoi mi sono sempre chiesto: ma io che ho in comune con uno di Ancona? E uno di Camerino come può mettersi ad un tavolo con uno di Muccia? Dopotutto sono quasi 10 chilometri.