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Esteri

DIARIO USA/ "L'effetto serra è una bufala": un corteo che l'Italia se lo sogna

La marcia sul clima che si è svolta domenica a New York è stata senza scontri, aperta a tutte le diversità e le opinioni. Una prova che l'Italia non è ancora democratica. PAOLO VALESIO

La marcia popolare sul clima a New York (Immagine d'archivio)La marcia popolare sul clima a New York (Immagine d'archivio)

NEW YORK - La novità maggiore della "People's Climate March" (Marcia popolare sul clima) che ha avuto luogo domenica a New York non sono stati, per un osservatore europeo, i suoi elementi di rilievo immediato. Non che questi dati non siano stati importanti, e tali che si potrebbero addirittura definire storici: più di 300mila dimostranti di tutte le età e delle più varie provenienze, venuti  anche da altri stati dell'Unione e da paesi africani, asiatici ed europei ("perfino da Roma", ha scritto il New York Times di ieri) hanno sfilato per i canaloni di Manhattan dalla tarda mattinata fino alla sera, in una selva di cartelli e di altre presenze pittoresche. 

New York, questa città cinica e scanzonata che ha visto di tutto, ieri ha forse sorpreso se stessa, con un'atmosfera che si potrebbe definire allegra e pensosa insieme, e che si notava già nella metropolitana e negli autobus, fin dalle prime ore del mattino. Le persone che si stavano recando alla Marcia si riconoscevano facilmente l'una con l'altra, anche senza parlare e in assenza di cartelli o altri distintivi: avevano la stessa aria di tranquilla energia, quasi di entusiasmo - l'aria di chi ha uno scopo che dà un senso alla sua giornata, e sperabilmente a quelle che seguiranno.

Ma non era questo, ripeto, l'elemento di sorpresa per l'osservatore europeo, e specificamente per quello italiano. Quello che colpiva era osservare un corteo pacifico (espressione che ultimamente in Italia è divenuta qualcosa di simile a un ossimoro): un corteo dove erano rappresentate le più diverse comunità, laiche ma anche religiose (uno dei "carri" in stile viareggino del corteo rappresentava l'Arca di Noè e alla sua prua erano visibili un sacerdote cattolico gomito a gomito con un rabbino, frati e suore circolavano intorno, e accanto all'arca oscillava un alto minareto costruito come un pallone gonfiabile); dove gruppi di sindacalisti sfilavano  accanto a vari personaggi della vecchia e nuova contestazione (tipo "Occupy Wall Street") e a gruppi indigeni dell'America del Nord e del Sud; dove contingenti di varie scuole e università si alternavano con i rappresentanti delle comunità cittadine e regionali recentemente colpite da calamità naturali come l'uragano Sandy; dove giovani succintamente vestiti danzavano accanto a invalidi in carrozzella chiaramente contenti di essere in quella compagnia, e a intere famiglie con bimbi in carrozzina.

Il corteo è sfilato nel cuore di Manhattan, passando a pochi metri dalle  impeccabili facciate eleganti delle istituzioni industriali e bancarie che sono in un modo o nell'altro indirettamente responsabili del disastro ecologico planetario; eppure nessuno si è staccato dal corteo per operazioni di semi-guerriglia, e in generale la presenza della polizia era limitata. I rappresentanti delle forze dell'ordine (con larga presenza femminile) erano amichevoli e soprattutto concentrati (insieme con il servizio d'ordine del corteo) a mantenere il traffico scorrevole e ordinato: cosa che è pienamente avvenuta, senza tensioni, brontolii proteste tra gli sfilanti da un lato e i passanti e veicoli che andavano per i fatti loro, dall'altro lato.