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USA/ Spari a Ferguson: ferito un poliziotto dove morì Michael Brown

A ferguson un poliziotto è rimasto ferito ad un braccio nel tentativo di sventare una rapina. I due uomini si sono dileguati, è ancora in corso la ricerca nei boschi circostanti.

foto: Infophoto foto: Infophoto

A Ferguson, nel Missouri (Stati Uniti), torna alta la tensione: ieri sera alle quattro del mattino ore italiane un poliziotto è rimasto ferito a un braccio, mentre sventava un tentativo di rapina. I due uomini nel tentativo di fuggire hanno sparato al poliziotto, che ha risposto al fuoco ma senza colpirli. I due si sono dileguati nei boschi circostanti e sono ancora in corso le ricerche. Il poliziotto non è in pericolo di vita. A Ferguson lo scorso 9 agosto fu ucciso, in circostanze ancora da chiarire, da un poliziotto Michael Brown, un ragazzo nero di 18 anni. Dopo la sua uccisione, ci sono state una serie di proteste e critiche da parte della comunità locale per i metodi repressivi della polizia. Thomas Jackson, capo della polizia di Ferguson, ha chiarito che la sparatoria di ieri non è da collegare alle proteste per l’omicidio del ragazzo. «Troppi giovani di colore si sentono presi di mira dalla polizia, colpevoli di camminare solo perché sono neri, o di guidare solo perché sono neri», ha detto il presidente Usa Barack Obama, che ha aggiunto: anche «quando si tratta di applicare la pena di morte, o quando la polizia ferma le automobili o fa i controlli anti-droga». Una questione che scatena “effetti corrosivi sulla comunità afroamericana”.  I ragazzi “crescono senza motivo timorosi di chi non gli assomiglia. E lascia il segno nei cuori dei ragazzi di colore, che sentono che saranno sempre sospettati qualunque cosa faranno”,  ha concluso il presidente. (Serena Marotta)

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