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DIARIO NIGERIA/ "Boko Haram brucia le chiese, noi le ricostruiamo"

Agostiniani in Nigeria (Foto Augustinians.net) Agostiniani in Nigeria (Foto Augustinians.net)

In questi frangenti così difficili è importante comprendere esattamente la complessa situazione che così padre John, cresciuto a Kaduna, luogo a prevalenza musulmana, sintetizza: “La mia esperienza con i musulmani era buona prima di Boko Haram. Ci sono tanti musulmani buoni in Nigeria. Viviamo insieme in pace ma so che il Governo deve fare di più per proteggere la popolazione e comprare le cose necessarie perché il nord, dove abbiamo questo problema, è la zona più povera del paese e dove mancano le scuole… c’è dunque una radice sociale e economica dove si inseriscono motivazioni politiche”.

I Padri agostiniani hanno un forte rapporto con la popolazione in tutte le parrocchie dove l’Ordine è presente grazie alla spiritualità che molto si basa sulla vita comunitaria: “È il grande dono che sant’Agostino ci ha dato, una qualità africana secondo me perché da noi è molto facile condividere sia problemi che doni”. Infine una considerazione del priore sui rapporti fra cristiani e musulmani: “Dobbiamo cercare di lavorare insieme perché dobbiamo capire ciò che questi terroristi vogliono ottenere. Vogliono creare problemi per dividere il paese fra nord e sud, ma ciò è impossibile perché anche al nord ci sono cristiani e non possono spostarsi. Sono terroristi che cercano di creare problemi, è possibile che abbiano ucciso più musulmani che cristiani... Non è un problema di carattere religioso. A Kaduna, Kano, Maiduguri, viviamo in pace da sempre con i musulmani. Questa è una nuova realtà che non appartiene ai musulmani nigeriani”.

L’Ordine di Sant’Agostino sta crescendo in Nigeria, dove c’è abbondanza di vocazioni, ma anche in Africa: è presente in maniera rilevante in Congo, Tanzania, Kenia così come in altri cinquanta paesi nei cinque continenti. L’assistente generale padre Daleng sottolinea l’impegno dell’Ordine nella promozione umana e nella conciliazione: “Grazie all’aiuto anche economico di  altre nostre provincie, attraverso la Curia generalizia, abbiamo realizzato in Nigeria un collegio dove cristiani e musulmani studiano insieme. Questo è un segno di speranza: dobbiamo continuare a promuovere la fratellanza fra persone di fedi differenti mettendo in luce la buona volontà di ognuno”.

Antonello Sacchi

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