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MARIAM IBRAHIM/ Una campagna internazionale per chi subisce persecuzione religiosa

La donna sudanese di fede cristiana che era stata condannata a morte in Sudan per essersi rifiutata di convertirsi all'Islam lancia una campagna per i cristiani perseguitati

Mariam Ibrahim Mariam Ibrahim

Mariam Ibrahim, la donna sudanese che era stata condannata a morte perché si era rifiutata di convertirsi all'Islam, ha rilasciato una intervista alla Bbc. La donna, che al momento si trova negli Stati Uniti con la sua famiglia, ha detto di sperare un giorno di poter tornare nel suo paese di nascita, il Sudan. Ha raccontato ancora una volta la sua terribile esperienza, condannata a morte per apostasia, cioè per aver abbandonato l'islam cosa peraltro non vera in quanto nata da madre cristiana e cresciuta in quella fede, obbligata anche a partorire in catene nel carcere dove era detenuta. Adesso, finalmente libera, ha detto che è sua intenzione lanciare una campagna internazionale per tutti coloro che come lei hanno subito e subiscono ancora la persecuzione per motivi religiosi. Parlando dei lunghi mesi passati in carcere, ha detto che non è stato facile, ma anche detto che ci sono persone in Sudan in condizioni peggiori di quanto lo sia stata lei. Lo scorso sabato Mariam Ibrahim ha ricevuto un premio speciale da parte di un gruppo di cristiani evangelici di Washington motivato dal fatto che quanto lei ha dovuto subire è un attacco ai valori di tutti i cristiani.

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