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Esteri

UNA NUOVA TIENANMEN?/ Cervellera: la Chiesa e i cinesi tifano per la libertà di Hong Kong

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E' di più di questo: la gente di Hong Kong vuole una cosa molto specifica per quanto inimmaginabile per Pechino. Vogliono la democrazia totale, che chiunque possa essere candidato e possa essere eletto. Pechino vuole invece scegliere a priori i candidati da votare.

 

C'è davvero il rischio che accada una nuova Tienanmen come pensa qualcuno?

Ci sono delle similitudini. La richiesta di democrazia è cominciata con uno sciopero degli studenti e adesso in strada ci sono operai, impiegati, docenti che vi prendono parte. In questo senso il paragone tiene. Dal punto di vista della repressione il paragone invece teneva fino a poco fa, quando la risposta delle autorità è stata molto dura e ci sono state le minacce di alcuni giornali cinesi che chiedevano di far intervenire l'esercito. 

 

Adesso invece cosa è cambiato?

Hanno visto che la violenza non paga e che nonostante la repressione violenta c'è ancora più gente che chiede "occupy central".  Stanno però facendo tutti un passo indietro, anche i manifestanti, e gli articoli di minaccia sono stati cancellati dai siti cinesi. 

 

Che sviluppo ritiene ci sarà nei prossimi giorni?

Non si sa bene cosa succederà. Quello che certamente non è simile a Tienanmen è che Occupy Central era da diciotto mesi che aveva detto che sarebbe scesa in piazza. Invece l'attuale governatore non ha mai parlato con loro e ha presentato una relazione sulla richiesta di democrazia a Pechino dove non li ha nemmeno citati. Il cattivo servizio insomma lo ha fatto questo governatore che è chiaramente una marionetta.

 

Si sa che l'Occidente, che fa affari economici con Pechino, difficilmente interviene quando si tratta di diritti umani, sarà così anche questa volta?

L'America a parole ha detto di sostenere la ricerca di democrazia della popolazione e Pechino ha subito risposto che questi sono affari puramente interni in cui gli Usa non devono immischiarsi. Ma come avvenuto in tutti questi decenni diritti umani e democrazia non sono valori che servono per i commerci. I rapporti economici in qualche modo mafiosi che esistono con la Cina, perché basati su amicizie personali di qualche politico o di qualche imprenditore, devono cercare di emarginare le problematiche umane. Ma la mancanza di democrazia nuoce invece al vero libero commercio.

 

Il Cardinale Tong, capo della Chiesa cattolica di Hong Kong, sembra in modo molto esplicito appoggiare i manifestanti, è così?

La Chiesa cattolica da più di un anno e mezzo appoggia le richieste di democrazia  di questi movimenti e ci sono anche molti politici cattolici e protestati che sono in prima linea. Quel che si vuole in primo luogo è però che che non avvenga un bagno di sangue. C'è comunque un grande impegno dei cattolici che capiscono che la democrazia chiesta a Hong Kong è qualcosa che può aiutare anche la Cina.

 

(Paolo Vites) 

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