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IRAQ/ Olimpio: Obama non vuole una guerra. E i jihadisti lo sanno

Barack Obama (Infophoto) Barack Obama (Infophoto)

Questo è da chiederselo visto che adesso i ribelli sono molto vicini e presto potrebbero decidere di attaccare anche Israele. Attualmente ha una posizione molto cauta, durante questi ultimi tre anni Israele ha parlato pochissimo della Siria proprio per tenere le distanze da questa vicenda.

 

Ora il califfato cosa può fare? "Politicamente" a cosa mira? A Baghdad o a consolidare i territori conquistati?

Non credo abbia la forza di attaccare Baghdad anche se in estate si era pensato potessero. Ma non ci sono le possibilità. Ricordiamo che il califfato è forte dove può contare sull'appoggio della popolazione sunnita, in altre aree non è gradito e dovrebbe imporre la sua autorità con il terrore e sappiamo che alla lunga non è possibile. Serve appunto una collaborazione con i sunniti che solo può scardinare il califfato. Isis non è un movimento come lo erano i talebani questi governano direttamente. Ma come fai a gestire un territorio se ti bombardano? Ecco perché qualcuno insiste sugli attacchi unico modo per disarticolare il califfato. E' una fase delicata, molto dipenderà dalle prossime mosse della Nato, dell'America e dei paesi della zona.

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COMMENTI
04/09/2014 - IRAQ (delfini paolo)

Purtroppo ai vari obama, cameron, e agli altri leaders occidentali non interessa granche sconfiggere i terroristi sunniti dell'ISIL. Per essi l'unico vero "pericolo" è Putin purtroppo.