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JACK LO SQUARTATORE/ Dopo 126 anni identificato il più famoso serial killer della storia

Pubblicazione:domenica 7 settembre 2014 - Ultimo aggiornamento:domenica 7 settembre 2014, 10.42

Jack lo squartatore Jack lo squartatore

Il Daily Mail di oggi presenta la notizia come una esclusiva mondiale, e in effetti se tutto risulterà confermato siamo davanti alla risoluzione di uno dei più misteriosi casi di cronaca nera di tutti i tempi, anzi il "caso" per antonomasia. La storia di Jack lo Squartatore infatti da oltre cento anni inquieta e affascina non solo gli appassionati di casi di cronaca nera e i criminologi di mezzo mondo, ma ha segnato la storia della letteratura e del cinema. Adesso, grazie a uno scialle acquistato a un'asta da parte di un uomo di affari, Russell Edwards, appassionato anche lui del caso, e a conseguenti esami del dna su di esso contenuto, si è risalito sembra senza possibilità di dubbio al serial killer che insanguinò le strade di Londra nell'Ottocento. Il nome? E' uno dei sei personaggi che all'epoca fu sospettato, Aaron Kosminksi, di origine polacca. Si è comparato il dna presente sullo scialle con i resti di Kosminski e si è visto che combaciavano perfettamente. Ecco dunque l'uomo che nell'autunno del 1888 seminava morte per le strade del quartiere di Whitechapel. Nel corso degli anni la lista dei sospetti era arrivata a includere circa cento persone, tra cui il nipote della regina Vittoria, il principe Alberto Vittorio. Edwards racconta di aver visto lo scialle sporco di sangue per la prima volta a un'asta nel 2007: lo scialle veniva venduto come quello appartenente a una delle vittime di Jack lo squartatore, Catherine Eddowes. L'unica prova di tale appartenenza era una lettera di un poliziotto presente sulla scena dell'omicidio. Lo scialle era passato a una famiglia che lo aveva tenuto sin dall'epoca, poi messo fra i vari oggetti collegati a Jack lo squartatore, ma praticamente dimenticato. Alla fine l'uomo di affari ne è venuto in possesso e ha potuto far svolgere l'esame del dna. 

Kosminski, 23 anni all'epoca dei fatti, era un barbiere che viveva poco lontano dalle scene degli omicidi. Fu subito sospettato, anche perché dava evidenti segni di pazzia, tanti che in seguito venne rinchiuso in un manicomio dove sarebbe morto a 53 anni di età portando con sé il suo terribile segreto. A procurare il suo dna a Edwards è stata proprio una sua discendente.



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