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SCENARI/ Fertilio: Putin e l'islam, i due "regali" di Obama all'Europa

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Vladimir Putin (Infophoto)  Vladimir Putin (Infophoto)

Nuovi bombardamenti all’aeroporto di Donetsk, nell’Est dell’Ucraina, stanno facendo vacillare la tregua tra Ucraina e ribelli filo-russi. La tregua ha retto per buona parte della giornata di sabato, ma i colpi sparati a Mariupol, dove una donna è rimasta uccisa, sono stati seguiti da esplosioni nell’aeroporto di Donetsk alle prime ore di ieri. La tregua e la roadmap in 12 punti sono state siglate durante i colloqui che coinvolgono Ucraina, Russia, i ribelli e l’Osce. Ne abbiamo parlato con Dario Fertilio, presidente di Libertates.com, associazione di ispirazione liberale.

 

Fertilio, ritiene che la tregua reggerà?

La tregua è un compromesso molto fragile, proprio come la situazione in cui si inserisce. L’ispiratore e il finanziatore della rivolta, Putin, non vuole provocare apertamente una rottura della tregua per non mettere in moto le misure di ritorsione di Usa e Ue. Queste ultime sono dimensionate sull’esito della tregua, e quindi rompere apertamente la tregua con un attacco aperto non è nella logica delle cose. La tentazione di russi e filorussi è piuttosto quella di cercare di consolidare sul terreno la propria posizione militare.

 

Com’è la composizione sul terreno delle forze militari che si contrappongono al governo di Kiev?

Estremamente varia e difficilmente controllabile. Abbiamo una componente di agenti segreti militari russi, il più famoso dei quali è Igor Strelkov, che gestiscono la sala comando. Ci sono poi mercenari e veterani russi, una buona parte dei quali era stata precedentemente impiegata sul fronte della Cecenia. Una terza componente è formata da criminali comuni usati come manovalanza. Non dimentichiamoci che il conflitto è centrato sulla zona di Donetsk Oblast, che è in una crisi economica particolarmente profonda. Infine ci sono i nostalgici comunisti dell’Unione Sovietica, con l’obiettivo di ricostituire l’area geopolitica dell’Urss.

 

Qual è in questo momento la strategia di Putin?

Putin interpreta un’ideologia che io definisco “nazi-comunista”, la quale raccoglie insieme vecchi elementi del nazional-socialismo e del comunismo. Esattamente come Hilter, Putin è animato dal culto per la razza russa, la sua superiorità culturale, il rapporto tra sangue e suolo e lo spazio vitale. L’obiettivo di Putin è quindi estendere l’area di influenza della Russia esattamente là dove esisteva l’ex Unione Sovietica, includendo quindi la stessa Ucraina. Non a caso ha dichiarato che se lo volesse, in due settimane potrebbe arrivare a Kiev.

 

Che cosa può fare l’Occidente di fronte a questa situazione?



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COMMENTI
08/09/2014 - Putin e l'islam (delfini paolo)

Putin avrà tutti i difetti e colpe di questo mondo,ma non è un "nazicomunista". La Russia di Putin è l'unico Stato europeo che combatte davvero il fondamentalismo sunnita, ad esempio, contrariamente a Ue e Usa che invece…. sorvoliamo. Anche al suo interno l'attuale vertice Russo cerca di difendere la Tradizione Cristiana ed Europea, l'opposto di quello che fanno invece quasi tutti gli altri Stati nel nostro Continente, nordeuropei in primis.