BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

TROPPO GRASSA PER VOLARE/ Morta dopo tre rifiuti: il marito ottiene maxi risarcimento

Pubblicazione:

foto: Infophoto  foto: Infophoto

Era in vacanza con il marito Vilma Soltesz, quando a causa del suo diabete si verificò l’urgenza di tornare negli Stati Uniti per curarsi. Ben tre compagnie si rifiutarono di farla salire a bordo per la sua stazza (192 chili) e la donna morì. Adesso al marito è stato riconosciuto un risarcimento milionario. La sua storia la racconta il New York Daily News. Tutto è accaduto nell’ottobre del 2012. I due coniugi si trovavano in vacanza vicino Budapest. La donna però cominciò a sentirsi male: a causa dell’amputazione di una gamba, era costretta sulla carrozzina. Così la coppia decise di tornare a casa e acquistò per il 15 ottobre un volo Klm diretto negli Stati Uniti. Proprio per prevenire eventuali disagi, la donna aveva prenotato per lei due posti a sedere. Ma quando i due salirono a bordo scoprirono che gli schienali dei posti assegnati erano rotti e che non poteva spostarsi dalla sedia a rotelle ai sedili. La compagnia non assegnò altri due posti a sedere per la donna, anzi costrinsero la coppia a scendere, offrendogli un volo per l’indomani con la Delta che partiva da Praga. Da qui il viaggio in macchina sino a Praga. Ma qui la compagnia annunciò alla donna di non avere sedie a rotelle adatte per accompagnarla a bordo dell’aereo. Intanto le condizioni di salute della donna peggioravano. Il loro agente, tuttavia, riuscì a trovare per la coppia i posti su un aereo della Lufthansa da Budapest per gli Stati Uniti. Così il ritorno a Budapest e il 22 ottobre, a causa delle condizioni di salute, la donna riuscì ad avvicinarsi al velivolo lentamente: il comandante decise allora di non aspettarla “perché gli altri passeggeri dovevano prendere una coincidenza e non si poteva ritardare ulteriormente”. Due giorni dopo la donna morì. Quindi l’azione legale del marito intentata contro le tre compagnie. Da qui il risarcimento di 6 milioni di dollari (4,3 milioni di euro) perché le compagnie, nonostante conoscessero le condizioni di salute della donna, avevano “mostrato una volontaria, totale e sfrenata indifferenza”. (Serena Marotta)



© Riproduzione Riservata.