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TERRORE A PARIGI / Dai video su Facebook alla realtà: il male è qui. E adesso?

Pubblicazione:sabato 10 gennaio 2015

foto:Infophoto foto:Infophoto

Tutti hanno avuto paura, il terrore si è impossessato di tutti, anche dei poliziotti, che alla fine in qualche modo, seppur sanguinoso, hanno vinto. Ma di che paura si tratta? Si è rivelato qualcosa di nuovo in questa battaglia di Parigi. I terroristi nella loro capacità infinita di portare il male, non erano certo quelli che sgozzano e stuprano donne e bambini in Siria e in Iraq. Al poliziotto steso sul marciapiede che chiede se verrà ucciso, il terrorista risponde quasi amichevolmente e rispettosamente prima di freddarlo: ok, chief, ok capo. Quando i due fratelli autori della strage a Charlie Hebdo arrivano durante la loro fuga al capannone industriale dove si nasconderanno per alcune ore, incontrano un passante. Questi non sa chi sono, pensa sia una esercitazione dei reparti speciali della polizia francese.  In un momento surreale, terroristi assassini e un cittadino si incrociano. Il terrorista, pare, gli porge la mano e lo rassicura: Monsieur, dice, noi non uccidiamo i civili. E se ne va. Non è Hollywood.

Quello che abbiamo visto in questi giorni non è il terrorista psicopatico cocainomane e squilibrato che ci fa vedere il cinema. Sono due bei ragazzi, di buone maniere, anche la fidanzata di quello di Parigi è diversa dai cliché, il volto buono e docile di una ragazzina come tante. E’ gente come noi. Ecco la differenza. Siamo noi proiettati in un’altra dimensione, il male giustificato come bene. Nonostante i loro modi gentili, queste persone hanno portato lo stesso elevato grado di orrore. Dunque?

E’ successo qualcosa a Parigi in queste giornate di sangue, qualcosa su cui occorrerà meditare e cercare spiegazioni Qualcosa di inedito, nel suo orrore. Un'amica su Facebook in queste giornate ha scritto: il male esiste da sempre e sempre esisterà ma noi abbiamo il libero arbitrio e possiamo scegliere. Quello che l’orrore di Parigi sembra invece dirci è che il male e il bene non si distinguono più, qualcosa o qualcuno ha mischiato le carte, confuso i fattori, negato l’evidenza. Non sappiamo più da che parte voltarci e capire l’ordine dei fattori, come i soldatini francesi nascosti sotto al muro. Il male è penetrato fino alle nostre case che credevamo sicure nella nostra opulenta tracotanza occidentale. Il male è qui. E adesso?



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