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DIRETTA STREAMING/ Video, strage Charlie Hebdo: un milione e mezzo in piazza per la marcia. Il racconto della giornata (11 gennaio 2015)

Diretta streaming della marcia repubblicana organizzata per oggi, domenica 11 gennaio 2015, a Parigi per ricordare le vittime delle stragi a Charlie Hebdo e nel negozio di alimentari kosher

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Un milione e mezzo alla manifestazione di Parigi, un altro milione è sceso in piazza in altre città francesi. “Parigi capitale del mondo”, come l’ha definita il presidente francese Francois Hollande. Capitale del mondo che dice no al fanatismo religioso, che rivolge un appello agli uomini del fondamentalismo islamico: “non vincerete”.  Già in mattinata la folla era apparsa a Place de la République. E sulla statua della Marianna in bronzo è stata innalzata una matita enorme, simbolo della difesa della libertà già da mercoledì, dopo la strage di Charlie Hebdo, con su scritto “Not afraid” da una parte e “Free” dall’altra. Poi dalle tre e mezza la marcia ufficiale. Hanno cominciato a sfilare, sul Boulevard Voltaire, i familiari delle 17 vittime francesi. Alcuni con la fascia in testa con su scritto “Charlie”, in mano un foglio di carta bianco con i nomi delle vittime e le lacrime agli occhi. A seguire i cinquanta capi di Stato e di Governo che hanno partecipato alla marcia, insieme a Hollande. Momenti commoventi, che hanno visto Hollande abbracciare a lungo Patrick Pelloux, il medico del pronto intervento, collaboratore della rivista satirica, che per primo è intervenuto sul luogo della strage. E poi tutto intorno tantissima gente, da République a Place de la Nation, poco distante dall’ipermercato Kasher dove venerdì Amedy Coulibaly ha ucciso quattro ebrei. Per loro questa sera si terrà la cerimonia alla grande sinagoga di Rue de la Victoire, alla quale parteciperà anche Hollande, che dopo aver lasciato il corteo, è andato a trovare la famiglia di Ahmed Merabet, il poliziotto ucciso da Said Kouachi sulla strada di fronte a Charlie. E intanto, sui pannelli luminosi, dislocati in città, si legge: “Sono poliziotto, sono ebreo, sono musulmano, sono ateo, sono francese, sono cittadino del mondo, sono Charlie”.

Roma sarebbe tra gli obiettivi del terrorismo. Lo afferma la National Security Agency, secondo quanto riferisce il tabloid tedesco “Bild am Sonntag”: “Nelle intercettazioni – scrive il giornale – è stato fatto anche il nome di Roma. Piani concreti tuttavia non sono noti”. La Francia è ancora nel mirino dei terroristi. E a Parigi, questa mattina, si è aperto un vertice antiterrorismo prima della marcia convocata questo pomeriggio nelle strade della capitale francese. I ministri dell’Interno e della Giustizia Ue si sono incontrati per creare un super-coordinamento transnazionale per scambiarsi informazioni su persone sospette. All’incontro ha partecipato anche il ministro della Giustizia Usa, Holder. Mentre il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, arrivato a Parigi, ha spiegato in un’intervista che vuole portare "la positiva esperienza italiana del Comitato di analisi strategica anti-terrorismo, dove siedono insieme all'intelligence e le eccellenze dell'antiterrorismo delle varie forze di polizia". La prima cosa da attuare è l’approvazione della direttiva Pfr (Passenger Fly Record) per accedere alle liste dei passeggeri di tutti i voli, per conoscerne le identità e le destinazioni. 

E’ cominciata la marcia in omaggio alle vittime degli attentati degli ultimi giorni, prevista a Parigi oggi, domenica 11 gennaio 2015: come anticipato, sono circa un milione le persone che stanno partecipando all’evento. “Parigi oggi è la capitale del mondo” ha affermato il presidente francese Hollande, che sta accompagnando tutti i cittadini nel grande evento che riempie le strade della capitale. Anche il premier Matteo Renzi, insieme a moltissimi altri leader politici, è giunto in Francia in mattinata per partecipare, e ha voluto commentare in questo modo la manifestazione che proprio in questi minuti si snoda per Parigi: “siamo qui per dire che noi non ci fermiamo, non ci facciamo arrestare dall’orrore e dalla paura, da Parigi deve partire un messaggio di dolore e vicinanza, ma anche di ripartenza e futuro perché l’Europa non è solo passato”. Insieme ai tantissimi partecipanti, c’è n’è anche uno molto speciale che è stato acclamato dalla folla: si tratta del dipendente del negozio di alimentari kosher, colpito dal secondo attacco terroristico lo scorso venerdì. Il suo nome è Lassana Bathily, musulmano: durante l’assedio del terrorista è riuscito a nascondere sei persone nella cella frigorifera dell’alimentari, probabilmente salvandogli la vita. “Bravo! Bravo!” è la parola più gettonata al suo passaggio. 

Una Parigi blindata e ancora sotto shock si prepara alla marcia repubblicana organizzata per oggi, domenica 11 gennaio 2015, per ricordare le vittime delle stragi dei giorni scorsi che hanno sconvolto la Francia e tutto il mondo. La tensione è ancora altissima nella capitale francese dopo l’attacco alla redazione di Charlie Hebdo da parte dei fratelli Kouachi, costato la vita a dodici persone, e dopo l'altro attentato ad opera di Amedy Coulibaly in un negozio ebraico di Porte De Vincennes in cui hanno perso la vita altri quattro ostaggi. Il ministro dell’interno francese, Bernard Cazeneuve, ha annunciato "misure del tutto eccezionali per garantire la sicurezza della manifestazione" per la quale verranno mobilitati circa 2000 poliziotti e 1350 militari. In attesa della grande marcia, in tutta la Francia si sono già svolte numerose manifestazioni: da Nantes a Nizza, fino a Tolosa, migliaia di persone sono scese per le strade francesi mostrando cartelli e striscioni con la scritta "Je suis Charlie". Secondo i media locali, alla marcia parigina di oggi parteciperanno oltre un milione di persone: oltre al presidente francese Francois Hollande, saranno presenti anche tanti leader europei tra cui il premier italiano Matteo Renzi, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il premier britannico David Cameron, quello spagnolo Mariano Rajoy, il premier turco Ahmet Davutoglu, il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker e il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. 

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