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Esteri

NIGERIA/ Mons. Kaigama: Boko Haram sta costruendo il suo califfato con il nostro sangue

Ignatius Kaigama (Immagine d'archivio)Ignatius Kaigama (Immagine d'archivio)

Goodluck Jonathan si è ricandidato, sta portando avanti la campagna per essere rieletto e spera di vincere. La costituzione nigeriana gli garantisce la libertà di presentarsi per un secondo mandato, e quindi nessuno può fare nulla per impedirglielo. Comunque andranno le elezioni, il compito del nuovo presidente sarà quello di combattere il terrorismo e di mettere fine alla terribile situazione che sta attraversando il Paese. Anche se mi aspetto che purtroppo la guerra sarà ancora lunga. A sfidarsi sono lo stesso Jonathan, un cristiano del Sud, è Muhammadu Buhari, un musulmano del Nord.

 

Il Paese è spaccato in due tra cristiani e musulmani?

E’ vero che Buhari è un musulmano del Nord e che Jonathan è un cristiano del Sud, ma questo non vuol dire che la Nigeria sia divisa né dal punto di vista religioso né geografico. In entrambi i principali partiti politici c’è un mix eccellente di cristiani e musulmani. Il Partito Democratico del Popolo (Pdp) guidato da Jonathan comprende numerosi esponenti musulmani. Allo stesso modo nel Congresso di Tutti i Progressisti (Apc) di Muhammadu Buhari ci sono numerosi cristiani. Non è quindi possibile immaginare o creare una divisione politica tra cristiani e musulmani.

 

Dopo gli attacchi di Parigi, l’islam è una minaccia per il mondo intero?

Dobbiamo fare una distinzione tra l’islam come religione e le persone che lo praticano in modo fondamentalista. Ci sono diversi movimenti, per esempio nel Nord, Ovest ed Est della Nigeria, che praticano l’islam come una religione di pace. E poi c’è una minoranza che vuole solo uccidere e distruggere per seminare il terrore a livello globale. Occorre quindi compiere una distinzione tra l’islam normale e moderato, il cui messaggio centrale è la pace, e i gruppi estremisti violenti.

 

(Pietro Vernizzi)

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