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DOPO PARIGI/ Mazzarella: sicurezza e libertà, "fine" di entrambe?

La manifestazione di Parigi La manifestazione di Parigi

Ma il punto cruciale è ormai un altro. Le guerre civili che diventano guerre semiconvenzionali sul terreno, vedi Isis e Boko Haram, non si vincono con i droni, ed evidentemente non basta il sostegno a milizie o forze locali di contenimento (per giunta debole e arrivato in ritardo). E' il tempo di valutare una forza adeguata di intervento sul terreno, messa su dall'Europa, dai paesi occidentali, coinvolgendo la Russia, e dagli stessi paesi islamici a tutela di se stessi innanzi tutto, contro le minacce di un terrorismo che ormai ha insediamenti parastatuali. E' finito il tempo di delegare, uscito di scena il gendarme americano, a resistenze locali una minaccia globale, che ha i caratteri di una terza guerra mondiale a carattere glocale, dove lo spezzettamento territoriale dei suoi focolai non toglie niente a una linea di fronte che è globale, che va da Kobane alla Nigeria e Parigi, e domani può appalesarsi ovunque.

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