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Esteri

PAPA FRANCESCO/ Non si uccide in nome di Dio, ma le religioni non vanno insultate

"Non si può uccidere in nome di Dio. È una aberrazione". Lo ha detto Papa Francesco, sottolineando però che "non si può provocare. Non si può insultare la fede degli altri".

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"Non si può uccidere in nome di Dio. È una aberrazione. Con libertà, senza offendere, ma senza imporre, senza uccidere…". Parlando con i giornalisti sul volo che dallo Sri Lanka lo ha portato nelle Filippine, Papa Francesco ha commentato le stragi di Parigi della scorsa settimana. Sia la libertà religiosa e la libertà di espressione sono diritti umani fondamentali, ha spiegato il Pontefice le cui parole sono riportate dal Corriere della Sera. "Non si può nascondere una verità: ognuno ha il diritto di praticare la propria religione senza offendere, liberamente, e così dobbiamo fare tutti. Non si può offendere o fare la guerra o uccidere in nome della propria religione, cioè in nome di Dio". Il Santo Padre ha però sottolineato anche che "non si può provocare. Non si può insultare la fede degli altri. Non si può prendere in giro la fede". "Tanta gente che sparla di altre religioni o delle religioni, che prende in giro, diciamo 'giocattolizza' la religione degli altri, questi provocano", ha aggiunto Papa Francesco, secondo cui c'è dunque "un limite. Ogni religione ha dignità, ogni religione che rispetta la vita e la persona umana, e io non posso prenderla in giro. Questo è un limite".

Grande attesa per l’arrivo di Papa Francesco a Manila, nelle Filippine. Proprio in questi minuti l'aereo del Pontefice sta atterrando all’aeroporto, atteso da tantissime persone ed esponenti delle istituzioni locali. Intanto, questa mattina, il Santo Padre, prima di lasciare Lo Sri Lanka e volare verso le Filippine, è andato all’Istituto Culturale Benedetto XVI a Bolawalana. Il papa quindi si è fermato a pregare nella cappella dell’Istituto davanti all’immagine di Nostra Signora di Lanka. Il papa ha portato la gioia a Colombo, dove i fedeli lo hanno accolto con canti, bandiere, fiori e messaggi di benvenuto. Il suo essere umile “il leader che bacia i piedi”, così è stato definito dalla stampa locale, è apprezzato anche da uomini di altre religioni: buddisti, musulmani, protestanti, tutti felici per la visita di papa Francesco. Per la sua visita sono stati liberati anche 612 detenuti, 575 uomini e 37 donne, anziani di più di 75 anni e detenuti per reati minori. Giorni importanti per la popolazione, che ha assistito prima alla canonizzazione del primo santo srilankese, Giuseppe Vaz, con una messa nella capitale Colombo, poi il papa si è trasferito in elicottero al santuario di Nostra Signora del Rosario a Madhu, nel nord dell’isola, dove vivono i tamil. Si è trattata della prima volta che un pontefice ha visitato questa zona del Paese. (Serena Marotta) 

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