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TERRORISMO/ Mario Mauro: ora l'Europa dialoghi con l'islam più sano

François Hollande (Infophoto) François Hollande (Infophoto)

Queste forze si devono unire per fare in modo che i valori della civiltà liberale e cristiana non vengano abbandonati in nome di una fragilità culturale che rischia di sconfinare nel nichilismo.

Parigi è stata il rifugio dei fuoriusciti italiani negli anni 30, ma anche dei brigatisti rossi negli anni 70. In questi giorni non sono pochi quelli che, con toni diversi, invitano a riflettere sul rischio persistente di "ambiguità" — in Europa — nell'elaborare in via intellettuale o di quotidianità politica le diverse istanze di libertà, se non di antagonismo. Come vede questo aspetto?
Non possiamo esimerci dal fare delle considerazioni sul modo in cui sta cambiando il terrorismo di matrice islamista nella struttura dei nostri paesi. A quella che è la tradizionale posizione fondamentalista oggi non si associa più un appello rivolto all'organizzazione di una rete capace di portare avanti la strategia terroristica. Il nuovo richiamo si indirizza invece, paradossalmente, alle coscienze. Così come avevano fatto i terroristi all'indomani dell'attentato di Atocha a Madrid, scrivendo "Vinceremo noi, perché amiamo la morte più di quanto voi teniate alla vita". È proprio per questo che il vero contrasto al terrorismo passa attraverso la sfida delle coscienze, da ridestare in una posizione vera e forte. È nella coscienza di ognuno di noi che deve maturare la consapevolezza che il terrorismo si batte se si battono le sue ragioni. Vinceremo la battaglia contro il fondamentalismo e il suo progetto di potere se non rinunceremo a ciò in cui crediamo, se continueremo ad essere noi stessi e se non cederemo alla logica della violenza.

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COMMENTI
17/01/2015 - Che illusione! (Rodolfo Spezia)

Mario Mauro mi spieghi quale sarebbe l'islam più sano, visto che non esiste un unico islam, con un unico capo paragonabile al Papa?