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TERRORISMO/ Mario Mauro: ora l'Europa dialoghi con l'islam più sano

Pubblicazione:sabato 17 gennaio 2015 - Ultimo aggiornamento:lunedì 19 gennaio 2015, 12.13

François Hollande (Infophoto) François Hollande (Infophoto)

I tragici fatti di Parigi hanno riproposto l'interrogativo sull'identità europea e sulla tenuta dei suoi modelli di convivenza, chiamati a garantire la sicurezza e la libertà di tutti. Intanto gli hacker estremisti attaccano gli account del comando Usa in Medio oriente, il governo italiano smentisce le voci di attacchi imminenti contro Vaticano e i vignettisti di Charlie Hebdo tornano in edicola con Maometto in prima pagina (il fondatore dell'islam tiene in mano un cartello con su scritto "Je suis Charlie"). Ma è sulle risposte che l'occidente si divide. Ne abbiamo parlato con Mario Mauro, senatore di Popolari per l'Italia, già vicepresidente del Parlamento europeo e ministro della Difesa nel governo Letta.

Giuliano Ferrara chiede di mandare 200mila uomini in Medio Oriente contro l'Isis. La stampa anglosassone dice che l'Europa sbaglia a seguire il format "scontro di civiltà" e sollecita realismo geopolitico. Che ne pensa?
Il fatto che l'Isis sia una realtà che vada eliminata è verissimo, e credo che non ci sia altro tempo da perdere. Un'azione militare contro il cosiddetto "Stato islamico" non significa affatto che ci apprestiamo a combattere una guerra di civiltà. Al contrario, un risultato sul campo lo si può ottenere solo contando sul supporto delle tribù sunnite irachene che, maltrattate dal governo di Al-Maliki, hanno fornito supporto logistico e miliziani ai terroristi. Allo stesso tempo, all'indomani delle stragi di Parigi occorre innanzitutto evitare di farsi impantanare nelle paludi del politicamente corretto, che vorrebbe escludere la religione dalla società o usarla politicamente come movente delle stragi. Non dobbiamo infatti dimenticare che l'ideologia fondamentalista ha mietuto decine di migliaia di vittime innanzitutto tra i musulmani sunniti, penso per esempio alle 160mila vittime algerine durante il periodo più cupo degli anni 90. 

Dunque la colpa è dell'islam o no?
L'islam ha al suo interno un grave problema, un bubbone ventennale caratterizzato da un radicalismo teologico-politico che va eliminato aiutando, innanzitutto, la parte sana dell'islam. Sarà estremamente difficile trovare soluzioni adeguate fintanto che all'interno delle Nazioni Unite verrà consentito di pubblicizzare e rilanciare il dibattito sui temi legati alla predicazione fondamentalista. Il tema del fondamentalismo non deve essere ritirato fuori dal cilindro in queste settimane solo alla luce del pericolo costituito dall'Isis, ma deve essere condotta una battaglia di democrazia per promuovere in maniera unitaria l'idea di convivenza civile che la comunità internazionale è chiamata a costruire. In questo anche l'Unione europea deve sciogliere alcuni nodi legati al proprio progetto politico. 

In questo frangente ancora una volta si parla di Europa. La testa del corteo di Parigi era piena di leader europei. Ma chi è l'Europa?


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COMMENTI
17/01/2015 - Che illusione! (Rodolfo Spezia)

Mario Mauro mi spieghi quale sarebbe l'islam più sano, visto che non esiste un unico islam, con un unico capo paragonabile al Papa?