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SCENARI/ Iran, la "svolta" di Obama che conviene (soprattutto) all'Italia

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Barack Obama (Infophoto)  Barack Obama (Infophoto)

Iran e Occidente già collaborano da tempo contro l’Isis e contro Al Qaeda. I più recenti sviluppi sono la conseguenza di anni di piccoli incontri riservati, che stanno portando a un rapporto nuovo tra l’Occidente e l’Iran.

 

E’ più importante combattere l’Isis o Assad?

Sono due cose diverse. Che piaccia o meno, Assad in questo momento rappresenta una realtà di stabilizzazione. Se la Siria implodesse finirebbe automaticamente in mano ai guerriglieri jihadisti.

 

Per dialogare con l’Iran è necessario prendere le distanze da Israele?

No. Vorrei ricordare che l’Iran è l’unico Paese del Medio Oriente che ha all’interno del Parlamento una quota riservata a deputati di religione ebraica. Israele è uno Stato forte e legittimo, l’Iran è uno Stato altrettanto legittimo. Con entrambi va usata la realpolitik: abbracciare un Paese non vuole dire abbandonarne un altro.

 

Israele accetterà queste aperture all’Iran?

Mi scusi, ma la politica estera degli Stati Uniti o dell’Italia non la può fare un altro Paese. L’amministrazione americana prenderà le proprie decisioni sulla base di quella che è la migliore convenienza per gli Stati Uniti. Se l’Iran dimostrerà ampiamente di avere abbandonato un certo tipo di politica, non vedo per quale ragione un altro Stato debba essere contrario.

 

Ritiene che in passato ci sia stata un’influenza forte degli ebrei tanto americani quanto israeliani sulla politica estera di Washington?

Mi perdoni, ma io non discuto le dinamiche delle cosiddette lobby, tanto da una parte quanto dall’altra. Le politiche estere si fanno in maniere diverse, se poi qualcuno si fa influenzare buon per lui, o cattivo per lui che dir si voglia.

 

Lei che cosa ne pensa del riconoscimento dei due Stati, Israele e Palestina?

Ritengo che sia nell’interesse di Israele avere la pace vicino ai propri confini, e che non sia dignitoso vedere centinaia di migliaia di persone vivere in condizioni di profondo disagio. Allo stesso modo non è possibile immaginare che ci siano cittadini che vivono nel timore o nella paura di una pioggia di razzi. Quindi la normalizzazione dei rapporti tra Israele e Palestina è negli interessi globali.

 

Come valuta la posizione di Onu e Ue nei confronti di Israele e Palestina?

Con la stessa forza che hanno le Nazioni Unite e l’Unione europea.

 

(Pietro Vernizzi)



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