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CHARLIE HEBDO/ Niger, Cecenia, Palestina, Iran: 45 chiese bruciate, almeno dieci morti

Manifestazioni di piazza con centinaia di migliaia di islamici furiosi contro la Francia e i cristiani, uccisi dieci fedeli in Niger, distrutte e bruciate dozzine di chiese

Immagine di archivio Immagine di archivio

Centinaia di migliaia di musulmani in strada nei giorni scorsi per manifestare e protestare contro il numero della rivista Charlie Hebdo pubblicato dopo la strage di Parigi in cui una caricatura del profeta Maometto è in copertina. In Niger si è assistito a una vera e propria caccia ai cristiani: almeno 45 chiese sono state date alle fiamme e dieci persone sono rimaste uccise, una delle quali bruciata viva in uno degli edifici religiosi incendiati. Il governo ha ordinato tre giorni di lutto nazionale in onore delle vittime delle violenze. A Gaza salafiti e sciiti hanno sfilato insieme davanti al centro culturale francese bruciandone la bandiera, applaudendo allo stato islamico e ai terroristi assassini di Parigi. Ma la manifestazione più numerosa si è tenuta nella capitale della Cecenia, Grozny, dove quasi un milione di musulmani è sceso in piazza. "Dobbiamo dire al mondo che amiamo Maometto e non consentiremo a nessuno di offendere le sensibilità religiose dei musulmani”, ha detto il gran muftì della Russia, Ravil Gainutdin. Il suo discorso è stato trasmesso in diretta dalla televisione russa. Manifestazioni infine anche a Teheran con striscioni che portavano scritto "morte alla Francia".

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