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DIARIO ARGENTINA/ Il suicidio che getta sospetti su Cristina Kirchner

Pubblicazione:mercoledì 21 gennaio 2015

Alberto Nisman Alberto Nisman

La sua morte sta provocando nell'intero Paese reazioni che hanno portato a manifestazioni spontanee con un'aggregazione di centinaia di migliaia di persone, convocate dalle reti sociali. Lo shock ha sconvolto l'intero mondo politico, ma mentre l'opposizione ha mostrato finalmente unità di intenti nel richiedere la verità su questa torbidissima faccenda, il partito kirchnerista Fpv, Frente para la victoria, così come la Presidente, in un curioso e patetico scritto su Facebook, si sono chiesti come mai Nisman abbia interrotto le sue vacanze, la settimana scorsa, per rientrare precipitosamente a Buenos Aires e presentare le sue denunce, fatto d'altronde già abbondantemente spiegato dalla deputata del Pro Laura Alonso, amica dello scomparso, che ha sostenuto come il magistrato abbia dovuto rientrare perché avvertito sulla possibilità di venir rimosso dall'indagine di un fatto a cui ha dedicato 10 anni di lavoro. È noto infatti che la procuratrice Gils Carbò, fedele kirchnerista, abbia da tempo promosso la destituzione sistematica di giudici e magistrati che hanno indagato su scandali che coinvolgono l'attuale Presidente (ma anche suo marito, lo scomparso Presidente Kirchner) o il suo entourage.

Ieri ci doveva essere la riunione politica nella quale Nisman doveva presentare e confutare le sue tesi, ma mentre lui la voleva a porte chiuse, il Partito kirchnerista la pretendeva pubblica: la differenza risiede nel fatto che nel secondo caso non potevano essere rivelati documenti e intercettazioni che costituiscono segreto di Stato, mentre nel primo sì. Con l'ovvia mancanza, nel caso di incontro pubblico, di tutta una serie di prove inconfutabili sulle responsabilità presidenziali che avrebbero fatto decadere immediatamente la questione.

"È come se il Governo degli Stati Uniti convocasse Bin Laden per chiedere spiegazioni sulla strage delle Torri Gemelle", ha affermato la deputata Patrizia Bullrich del partito Pro, riferendosi al fatto che, nel patto raggiunto nel 2013, il Governo iraniano si sarebbe dovuto far carico di un'indagine sulla strage dell'Amia. "È l'ennesima dimostrazione di come questo esecutivo sia ormai un forte alleato non solo di governi dove operano frange terroristiche, ma anche di paesi dotati di regimi autoritari che con la democrazia hanno poco a che fare, come Russia e Cina", sostiene la deputata Elisa Carriò del Fronte Unen. 

Tutto questo prima della tragica domenica sulla quale, a meno di sorprendenti episodi, si continuerà a tacere: prova ne sia che, una volta a conoscenza della terribile denuncia di Nisman, la giudice Servini de Cubria non abbia deciso di interrompere il periodo feriale dei tribunali per ascoltarlo. Cosa che è stata invece costretta a fare dopo il suo suicidio.



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