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ISIS/ Micalessin: è a un passo dall'Italia e Renzi non se n'è accorto

Pubblicazione:lunedì 26 gennaio 2015

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Una città, a poche centinaia di chilometri dalle coste italiane, in mano allo Stato islamico. E’ Derna, una cittadina libica che si affaccia sul Mediterraneo e che già da novembre ha proclamato l’adesione al califfato. Il centro, popolato da circa 100mila abitanti, è di un’importanza strategica fondamentale ed è stata affidata da Al-Baghdadi all’emiro irakeno Wessam Abd Zeid. Abbiamo chiesto un’analisi a Gian Micalessin, inviato de Il Giornale, che è stato di persona a Derna nel 2011 e che di recente si è recato nei territori siriani controllati dall’Isis.

 

Quali sono le differenze tra la libica Derna e le città in mano all’Isis in Siria e Iraq?

E’ esattamente la stessa realtà. Già nel 2005 l’accademia di West Point sottolineava che la percentuale maggiore di jihadisti che combattevano nelle file di Al Qaeda Iraq, l’organizzazione che si è poi trasformata nell’Isis, erano libici provenienti da Derna e dalla Cirenaica. I rapporti tra Isis, Derna e Cirenaica sono profondi e risalgono ad almeno una decina di anni fa. Non è difficile capire perché Derna sia diventata la base dell’Isis. Già nel febbraio 2011 quando mi recai a Derna incontrai personalmente dei guerriglieri jihadisti, quando in occidente tutti si illudevano che quella contro Gheddafi fosse una rivolta democratica e liberale.

 

Da quando Derna è ufficialmente in mano all’Isis?

Derna è sotto l’egida dell’Isis già dal novembre di quest’anno, quando un’unità di combattenti libici del califfato rientrati dalla Siria sono tornati nel loro Paese con il preciso ordine di Al-Baghdadi di imporre l’egemonia su Derna. Non a caso Abu Bakr al Baghdadi ha affidato queste unità a Wessam Abd Zeid, un ex generale dell’esercito di Saddam Hussein che era stato in carcere con lo stesso califfo del terrore.

 

Qual è l’importanza strategica di Derna?

La città libica è un avamposto strategicamente molto importante, perché si trova sullo stesso asse di Tobruk, l’ultima città in mano ai lealisti, cioè alle forze liberali che avevano vinto le elezioni e che sono state estromesse dall’offensiva jihadista. Superata Tobruk c’è poi il confine egiziano, dove l’Isis potrebbe saldarsi con le componenti jihadiste già presenti nel vicino Paese.

 

Qual è il vero obiettivo dell’Isis?


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