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CRISTIANI PERSEGUITATI/ Jeanbart (vescovo di Aleppo): la religione non c'entra

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Attendiamo con speranza che finisca la guerra e ci stiamo preparando a questo momento, creando le risorse umane necessarie per la ricostruzione. Ad esempio abbiamo aperto delle scuole professionali legate all’edilizia perché sarà certamente il settore economico che ripartirà per primo.

 

Come immagina il futuro della Siria?

Come era prima: un mosaico di popoli e religioni in grado di vivere e convivere in pace. Dio non vuole la guerra, ma ci ha fatto talmente liberi da essere in grado di farla. Ha consentito anche a Giuda di tradirlo; anche a Pietro è stata data questa possibilità, ma l’ha usata meglio. Dobbiamo saper mettere a frutto questa libertà anche noi oggi. Sono venuto fino qui in una Regione in cui nei secoli hanno pacificamente vissuto cristiani, ebrei e islamici proprio per chiedere di sostenere il nostro sforzo e contribuire con la mia testimonianza a che la pace possa prevalere anche in occidente, ove i recenti fatti di Parigi insegnano che vivete anche voi rischi significativi.



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