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Esteri

FOREIGN FIGHTERS / Sam Najjar, andata e ritorno dall'inferno: ma non chiamatemi jihadista

foto: Infophotofoto: Infophoto

Che cos'è allora l'Isis per lui? "Non rappresenta l’Islam, è una deriva pericolosa - spiega nell'intervista a Oasis - Nel 2012 quando sono arrivato in Siria, Isis non era ancora coinvolto a pieno titolo nel conflitto, ma iniziava a reclutare i giovani". Poi l'Isis è cresciuto e la situazione è cambiata: "Nel 2012 noi che avevamo combattuto le rivoluzioni eravamo considerati degli eroi, anche dai media occidentali", dice Sam che oggi non potrebbe mai tornare in Siria. "Non potrei neppure combattere dalla stessa parte in cui ho combattuto nel 2012, perché sarei arrestato una volta tornato in Occidente".

 

http://www.oasiscenter.eu/it/articoli/rivoluzioni-arabe/2015/01/27/andata-e-ritorno-di-un-foreign-fighter?id_n=10879

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