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ATTENTATO IN LIBIA/ Padre Samir: l'Isis si sta mettendo contro tutti i musulmani

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Tra i jihadisti libici ci sono certamente dei simpatizzanti dell’Isis. Ad accomunarli è la stessa matrice terroristica, la brutalità e il fatto di utilizzare l’Islam come giustificazione. Eppure il mondo islamico rigetta sempre di più questi gruppi, convinto del fatto che la loro non è più un’azione in nome dell’Islam. All’inizio un musulmano poteva illudersi che i seguaci di Al-Baghdadi stessero attaccando persone di un’altra religione, come cristiani e yazidi, o appartenenti a un Islam “diverso”, come sciiti e alawiti. Ma ormai è evidente a tutti che non è così, perché l’attentato di ieri ha colpito la Libia sunnita. Insomma quella dell’Isis è diventata una pura politica per conquistare nuovi territori.

 

Qual è il significato delle nuove minacce con cui l’Isis ha annunciato che si impadronirà di Gerusalemme e di Roma?

Gerusalemme significa Israele, Roma la Chiesa cattolica che agli occhi del mondo islamico è il Cristianesimo per eccellenza. Dopo aver riconquistato il mondo islamico, finito nelle mani di “eretici” e “miscredenti”, l’Isis mira a dominare Ebraismo e Cristianesimo. Per l’Islam esistono solo le tre grandi religioni monoteistiche, le altre non contano. Nella visione dell’Isis, l’Islam deve trionfare e la soluzione provvisoria è che da un punto di vista giuridico si accettano ebrei e cristiani purché questi ultimi non si rifiutino di essere sottomessi. In caso contrario devono essere eliminati.

 

(Pietro Vernizzi)

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