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Esteri

DIARIO ARGENTINA/ L'amico del Papa: ecco come Bergoglio cambierà il Paese

Gustavo Vera con Papa Francesco (foto G. Vera)Gustavo Vera con Papa Francesco (foto G. Vera)

Per realizzare ciò occorre una struttura militante a livello nazionale che attualmente non possediamo: disponiamo sì di una rete antimafia nazionale, ma a livello politico cerchiamo di fare il massimo nelle zone dove già operiamo: non vogliamo promettere cose che non siamo in grado di compiere. Sappiamo di godere della fiducia di molte persone anche al di fuori del territorio dove siamo presenti, ma per la legge argentina dobbiamo disporre di un riconoscimento giuridico, attraverso una presenza su tutto il territorio che, lo ripeto, al momento non abbiamo. Preferiamo poi attuare una politica graduale, che al momento fa concentrare i nostri sforzi a Buenos Aires, dove Alameda e il movimento sono nati.

 

Quindi come si pensa di attuare il cambiamento?

Noi vogliamo rappresentare un connubio tra solidarietà e mani pulite, nel senso che vogliamo pulizia nelle istituzioni ma anche dare una linea di condotta. Credo che a livello nazionale bisogna anzitutto iniziare a portare a termine le decine di indagini su illeciti e corruzione che coinvolgono gli attuali poteri, sia a livello nazionale che regionale, e iniziare a mettere in moto iniziative concrete di redistribuzione equa delle immense ricchezze del Paese: questa è la nostra bandiera. È altresì obbligatorio seguire il percorso di Pio La Torre in Italia, confiscando gli immensi beni delle mafie per convertirli in occasioni che possano sviluppare non solo lavoro ma anche risolvere il problema abitativo: si pensi alla quantità di appartamenti occupati da case d'appuntamento o postriboli, che potrebbero essere redistribuiti a persone o famiglie bisognose. Tornando alla confisca di beni mafiosi, nel nostro territorio ci sono oltre 4000 piste clandestine su cui opera il narcotraffico: terra fertile e proprietà vastissime che potrebbero essere redistribuite. Pensiamo anche all'immensa quantità di denaro sporco gestita in società fittizie destinate al riciclaggio: buona parte dell'attuale nuova borghesia sparirebbe di colpo e di quei beni beneficerebbero tutti.

 

Di certo il problema degli alloggi è importante…

A livello cittadino il problema della casa è grave, dato che esistono 500.000 persone che vivono per strada e ben 375.000 appartamenti che non pagano un centesimo di tasse e sono vuoti: pensiamo a una manovra del tipo di quelle fatte a New York o in Olanda, dove la casa è da considerarsi un bene sociale e quindi un multiproprietario che non metta nel mercato le sue proprietà sfitte deve pagare una tassa supplementare che alimenta un Fondo per la costruzione. Trascorso un certo periodo, senza ledere il diritto di proprietà, il Municipio la affitterebbe a un prezzo equo a famiglie bisognose.

 

Ma il Municipio di Buenos Aires dispone di capitali importanti...

Il Comune ha fondi per 85.000 milioni di pesos, una cifra enorme, che però viene mal spesa, soprattutto in infrastrutture non necessarie che però vengono gestite da imprese "amiche". L'istruzione e la salute pubblica vengono lasciate alla deriva, quindi noi pensiamo che bisogna intervenire da subito degerarchizzando aree importanti totalmente abbandonate sia negli ospedali che nelle scuole, in primis attraverso investimenti mirati a modernizzarle e contemporaneamente aumentando gli stipendi degli addetti, che attualmente sono talmente miseri e li costringono a lavorare nelle cliniche o scuole private. Invece di costruire scuole nuove si utilizzano container, che sono pericolosissimi e non hanno spesso le condizioni igieniche necessarie.

 

Se ne vedono molti effettivamente, specie nelle Villas.