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Esteri

DIARIO USA/ Non basta nemmeno il funerale di Wenjian Liu a farci vedere la realtà

Migliaia di poliziotti si sono riuniti a New York per il funerale di Wenjian Liu, l'agente di polizia ucciso lo scorso 20 dicembre. Il commento di RIRO MANISCALCO

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NEW YORK — "You should bring your ass over here and see what's going on". Letteralmente, dovresti portare il tuo fondoschiena fin qua e vedere quel che sta succedendo". È domenica mattina, ed è il mio amico fraterno Jonathan mi sta chiamando da Bensonhurst, il quartiere immediatamente ad est della mia Bay Ridge. Brooklyn, il "borough" più popoloso di New York, con quasi 4 milioni di abitanti ed un paio di centinaia di gruppi etnici. Da un annetto anche il posto più "trendy" di questa città. 

Ma questa mattina il cuore di Brooklyn, quella Bensonhurst che per tanto tempo è stata la casa dell'immigrazione italiana, era tutto raccolto sulla 65ª strada, angolo 13ª avenue. Li c'è una "Funeral Home", Uno di quei posti costruiti come i cinema multisala, solo che invece delle sale di proiezione ci sono camere ardenti. Oggi nella "Funeral Home" tra la 65ª strada e la 13ª avenue, in una delle tante sale c'era il corpo di Wenjian Liu, il "cop" ucciso qualche giorno fa assieme al suo partner Rafael Ramos. E intorno, per isolati ed isolati, migliaia di poliziotti arrivati da ogni angolo d'America, dal Michigan al Kansas, fino allo Utah. "That's a statement!", mi dice il mio amico, una dichiarazione ufficiale. È un messaggio chiaro e forte che i  poliziotti di tutti gli Stati Uniti mandano al proprio paese, ed in particolare al sindaco de Blasio e a tutti i mezzi di comunicazione: noi siamo le forze dell'ordine, noi rischiamo la vita ogni giorno per la nostra gente. Noi non accettiamo di essere messi sullo stesso piano dei criminali che combattiamo.

Lo capisco. È pienamente comprensibile. Per quanto i giornali, New York Times in testa, si ostinino a ripetere che mosse e parole del sindaco sono pienamente legittime, anzi, assolutamente costituzionali (dall'abolizione dello "stop and frisk" alla ferma opposizione rispetto al "racial profiling"), è un fatto che la polizia ne è rimasta ferita. La polizia, una delle grandi protagoniste della ricostruzione di New York, una delle forze "eroiche" dell'11 settembre, non accetta che il proprio Primo Cittadino dica pubblicamente al proprio figlio di colore di stare attento agli uomini in divisa blu. Oggi era come se migliaia di uomini in divisa blu silenziosamente gridassero: ma che neri e bianchi? Ma non avete occhi per vedere? Ramos era ispanico, Wenjian cinese...  I tempi dei cops irlandesi ed italiani sono passati. Quelli che oggi voltano le spalle a de Blasio sono bianchi, neri, gialli, rossi, and all the colors in between!

E che senso ha insistere come fa la stampa sul fatto che Brinsley, l'assassino dei due, più che altro è uno squilibrato e quindi non animato da motivi razziali? Forse che chi uccide per ragioni di razza è normale?