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CHARLIE HEBDO/ Sbai: c'è un islam che attacca perché teme il risveglio dell'Occidente

Un momento della strage di Parigi Un momento della strage di Parigi

Ed è proprio in concomitanza con un lento ma progressivo risveglio dell'anima europea, contemporaneamente ad una crisi mai così acuta e penetrante, che il jihadismo ha deciso di lanciare la sua sfida per mantenere la posizione e non finire nel tritacarne come in Nordafrica. L'estremismo teme di finire schiacciato, com'è accaduto in Tunisia ed Egitto, dove la vittoria pareva assodata. Teme il risveglio dell'Occidente e allora agisce secondo il motto che la miglior difesa è l'attacco. Ne ho parlato qualche tempo fa e ora torno volentieri sull'argomento, perché l'attacco a Hebdo, dopo le auto impazzite sulla folla e i sequestri, riporta all'attenzione un dato che non dobbiamo mai dimenticare: lo scorpione colpisce quando l'animale sente il pericolo incombente ed è sempre il colpo che riserva il veleno peggiore, quello rinforzato dal germe della paura. 

Né pazzi, né lupi solitari dunque, ma solo pedine della stessa strategia, pezzi di una scacchiera da tempo preparata e tenuta in caldo per il momento dell'azione. Isis ci ha svelato, con foto e video espliciti, come i figli della nostra società siano stati addestrati per distruggerla; oggi, dietro a quei cappucci neri, volti indistinti del terrore dietro l'angolo di ogni strada d'Europa, agisce il risultato di decenni di incapacità, buonismo e corruzione delle anime. 

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COMMENTI
08/01/2015 - Perchè l'occidente dorme (Luciano Vignati)

Che gli islamici stessero aspettando il momento opportuno per terrorizzare gli occidentali è cosa nota, ma non è ancora chiaro e nessuno ne parla apertamente, perché l'occidente dorme. A mio giudizio le motivazioni di fondo sono due: la prima è per non perdere il business del petrolio con i paesi canaglia (qatar, arabia saudita e tutti gli altri paesi del golfo che odiano e temono la cultura occidentale ) la seconda risiede nell'avversione al cristianesimo da parte delle sinistre europee che culturalmente sono rimaste marxiste-leniniste e anch'esse temono l'umanesimo dei cristiani in generale e dei cattolici in particolare. Con il loro finto buonismo nei confronti degli islamici (venite da noi e non vi chiederemo di integrarvi alla nostra cultura) pensano di controbilanciare e distruggere i movimenti confessionali che secondo loro sono stati gli artefici della caduta del comunismo e dello stalinismo (nello statuto dello parlamento europeo non hanno voluto inserire la matrice giudaica-cristiana). Come dice qualche giornalista di sinistra occorre si operare sulla cultura, non su quella islamica (quella non cambierà mai) ma su quella della sinistra becera, statalista e stalinista. Nel mezzo ci sono i laici puri che ieri a Parigi hanno pagato per la loro neutralità.

 
08/01/2015 - La loro parte (Giuseppe Crippa)

Questa sera passerò a portare un pacco di cibo ad una famiglia musulmana. Non chiederò nulla su quanto accaduto in Francia e non penso che ne accenneranno. Ma se succedesse, non spenderò certo parole per dire che loro sono diversi (anche se lo penso) perché non è a me che lo devono dire ma all’interno delle loro moschee. Non è facile neppure per loro ma è possibile, come ci confermano l’esperienza tunisina ed egiziana sulle quali la signora Sbai ci documenta molto bene su queste pagine.