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SCENARI/ Buttiglione: dalla Siria alla Turchia, aspettiamoci un'iniziativa del Papa

Pubblicazione:giovedì 1 ottobre 2015

Vladimir Putin (Infophoto) Vladimir Putin (Infophoto)

Putin rientra adesso nel gioco perché è diventata evidente la contraddittorietà e l'inconcludenza della politica dell'occidente. Gli americani hanno avuto nelle mani la palla vincente e non l'hanno saputa giocare. Italia e Germania hanno sempre avuto delle riserve sul modo in cui i nostri alleati hanno gestito la crisi. Forse sarebbe il caso di costruire una posizione unitaria europea per tentare una mediazione ragionevole…

Perché secondo lei gli americani fin dalla formazione dell'Is nel 2014 sono sembrati privi di strategia?
Il fatto è che gli Stati Uniti hanno da tempo spostato il centro di gravità della loro politica estera dall'Atlantico al Pacifico. Per di più con le nuove tecniche estrattive sono diventati di nuovo grandi produttori di petrolio ed anche questo riduce l'importanza del Medio Oriente ai loro occhi. Seconderanno una iniziativa europea se questa ci sarà. Altrimenti si limiteranno a interventi tampone, di riduzione del danno.

Renzi ha esortato a non ripetere in Siria l'errore della Libia. Il nostro governo, quando all'inizio dell'anno è scoppiato l'allarme Is in Libia, è sembrato scegliere un interlocutore privilegiato nell'Egitto di Al Sisi. E' la via giusta? Non sembra di assistere a un binario morto?
Abbiamo davvero un interlocutore privilegiato? A me sembra piuttosto che fino ad ora abbiamo cercato di non inimicarci nessuno ed abbiamo puntato tutto sulla mediazione Onu che però, fino ad ora, non ha dato i risultati sperati.

Si parla di aspirazioni neo-ottomane di Erdogan. Fa parte di tale politica anche l'ambigua condotta sull'Is e l'avere, di fatto, dischiuso la cosiddetta via balcanica agli immigrati che vogliono venire in Europa?
Erdogan in questo momento è molto debole. L'economia va male e non ha una maggioranza in Parlamento. Sul percorso che va verso le popolazioni di lingua turca, nell'arco di crisi che va dal Caucaso all'Afghanistan, si scontra con Putin. Nel mondo arabo si scontra con gli sciiti e la guida del mondo sunnita gli è contesa dall'Arabia Saudita. Sulla via dell'Europa non ha ottenuto di entrare nell'Unione e noi non siamo riusciti a dare concretezza all'idea di una partnership privilegiata. Questo è un momento in cui una proposta seria dell'Unione europea potrebbe risolvergli molti problemi ed indurlo a collaborare ad una politica di stabilizzazione dell'area.

Cosa dovrebbe fare l'Europa?
Bisogna aprire la prospettiva del cambiamento prima di tutto del cuore e della cultura, poi delle condizioni di vita materiali. Serve un grande progetto di partnership euro-mediterranea per creare un'area di benessere e di sviluppo condiviso. Forse, prima di tutto, serve un viaggio del Papa per ritrovare un cammino che parte dal cuore. E non è detto che il Papa non ci stia pensando.

(Federico Ferraù) 



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COMMENTI
01/10/2015 - Viaggio dove? (Giuseppe Crippa)

Forse servirebbe davvero un viaggio del Papa, ma in Europa non in Siria.