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ELEZIONI USA/ Quel "cattivo pensiero" che l'America non riesce a togliersi di dosso

Pubblicazione:domenica 11 ottobre 2015

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NEW YORK — Sarebbe ora di cominciare a parlare di elezioni presidenziali. Sono rientrato a New York a fine estate dopo aver trascorso alcuni giorni sul suolo natio e devo ammettere che sono subito finito in preda a "cattivi pensieri". C'è voluta la visita del Papa per riscaldarmi un po' il cuore. Ma i cattivi pensieri, che possono fare danni come le parole, le opere e le omissioni, bussano sempre alla porta. 

Quali sono? Tanto per cominciare non trovo nulla di particolarmente "inspirational" nella lunga lista di pretendenti al trono. Che Donald Trump domini la scena la dice lunga. Trump, il Beppe Grillo d'America. Due comici — Beppe volontario, Donald involontario — che cavalcando il solito proverbiale ed indefinibile "malcontento" si ergono a salvatori della patria, facendo apparire le feste della porchetta e della caldarrosta molto, ma molto più dignitose e culturalmente rilevanti della politica. 

I cattivi pensieri mi vengono anche da questo. Anche, non solo. Vi dico subito che sono il primo a sperare che passino. Ma non è questione di pessimismo umorale. Sono sempre stato fermamente contrario all'ottimismo. Non è quello il punto. Il punto è quel che vedo in questo paese, e vedo tanti segnali brutti. Certo, di cose brutte ne ho viste anche in Italia. Ma ci sono differenze. Cosa vedo qua? L'economia — quella strana cosa creata dagli uomini che gli uomini divora — va così cosà. La Borsa scricchiola, ma tanto la gente continua a metterci i risparmi pur non capendo né perché scricchioli né perché si riprenda. Il dollaro è troppo forte e questo ci rende deboli. Ma i nostri guai non sono lì. E' nel suo tessuto sociale che l'America, la grande America, rischia grosso, e temo che non se ne renda tanto conto. 

Posso dirvi il mio cattivo pensiero? La società americana di oggi mi sembra come quei bicchieri infrangibili che non si rompono mai finché non cascano male e in un nano-secondo si frantumano in mille pezzi. E noi continuiamo a farci cadere il bicchiere di mano. Pessimismo cosmico? Cos'è cambiato rispetto a un mese fa da spingermi, innamorato d'America come sono, a scrivere queste cose? Trump con le sue sparate e Hillary con le sue e-mail c'erano già, il crimine era già in ascesa su tutto il territorio nazionale così come l'uso dell'eroina, le guerre che combattiamo in giro per il mondo armando i nostri nemici erano già senza speranza, le proteste razziali già si allargavano a macchia d'olio, gli agguati ai poliziotti sempre più frequenti, la Corte Suprema aveva già legittimato i matrimoni gay…

E' stata l'Italia a farmi pensare. Per paragone. Ed è stato il Papa a farmi capire quel che stiamo rovinando. 


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COMMENTI
21/10/2015 - L'America di mio nonno Michelangelo Muliero a N.Y. (VINCENZO DI TOLVE)

La mia povera Antica Lucania Terra del Sole dal V secolo a.C. La Basilicata, durante il periodo Fascista la Regione riprese il nome Lucania, ma con la nascita della Repubblica tornò a chiamarsi Basilicata. Io figlio di Salariati a Coltivatori Diretti con Podere sulla S.S. 106, Superstrada sì tuttora non finita, anzi peggiorata, poichè Amministrata male diventando la Cenerentola do' Sud che, mia madre un dì mi urlò: “ Fijje mio vattinne da sta “Terra vrujata do' Sole” e, come tanti uomini illustri sparsi nel mondo, come mio nonno Michelangelo Muliero papà che già nel fine '900 emigrò a New York sino al 1910. Così nel '62 partii per Milano, ove conobbi Mariele Ventre e altri Lucani al Centro Lucano di Via De Amicis. Ecco il link con i Lucani nel mondo che va da Pitagora, Francis Ford Coppola a Mango o quel figlio di emigrati italiani giunti in America dalla località lucana di Sasso di Castalda era Rocco Petrone, è stato un pioniere della corsa allo spazio. L'Ing. Rocco, diresse il primo allunaggio di un essere umano, il 20 luglio 1969, fu quello di Neil Armstrong, comandante della missione Apollo 11, e di Buzz Aldrin, mentre il loro compagno Michael Collins controllava il modulo di comando Columbia. Erano gli anni 50, portavo ancora i pantaloni alla zuava che un dì, ahttp://vincenzoditolve.blogspot.it/2015/10/la-mia-povera-antica-lucania-terra-del.html