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SIRIA/ Jean: Obama scarica la Russia per difendersi da Turchia e Arabia Saudita

Barack Obama (Infophoto) Barack Obama (Infophoto)

Dobbiamo tenere conto di un fatto: sia che i Tornado partecipino ai bombardamenti, sia che svolgano solo ricognizioni, noi siamo in guerra contro lo Stato Islamico. Di fatto l’Italia è intervenuta in appoggio del governo di Baghdad, che aveva chiesto il nostro aiuto. Queste sottili disquisizioni legalistiche quindi non hanno senso. Le ricognizioni di obiettivi colpiti poi da jet di altri Paesi sono un atto di guerra così come un bombardamento.

 

Come spiega allora le incertezze del nostro governo?

E’ il solito vizio italiano di partecipare alle coalizioni internazionali con un piede dentro e uno fuori. La ritengo una scelta sciagurata, perché in questo modo perdiamo tutti i vantaggi che potremmo avere da una partecipazione piena. Tutti i nostri alleati, come Stati Uniti, Paesi Bassi, Francia e Regno Unito, hanno accolto la richiesta del governo di Baghdad di bombardare l’Isis.

 

La nostra Costituzione ci consente di intervenire in modo attivo fuori dai confini nazionali?

La legittimità dell’intervento in Iraq è dovuta al fatto che c’è un’esplicita richiesta del governo di Baghdad. Le disquisizioni sull’articolo 15 della Costituzione sono dunque del tutto fuori luogo. In Iraq c’è un governo amico che ci chiede di intervenire contro una minaccia alla sua integrità territoriale e alle sue istituzioni. Il fatto che i Tornado italiani facciano solo ricognizioni ha come conseguenza che i nostri aerei sono soggetti allo stesso rischio che avrebbero se bombardassero. Ma da un punto di vista politico-diplomatico i ritorni che può avere l’Italia sono sicuramente inferiori.

 

Infine una domanda su quanto sta avvenendo in Palestina. Il radicalizzarsi della situazione è in qualche modo ispirato dall’Isis?

Senz’altro c’è una propaganda dell’Isis per cercare di muovere le acque e avere affiliati anche tra i palestinesi. Escludo però che ci sia un’azione diretta dello Stato Islamico su Al Fatah e su Hamas. Teniamo conto che quando è iniziata la rivolta in Siria, il comando politico di Hamas è stato spostato da Damasco al Qatar. Ritengo che non sia un caso che la nuova sede di Hamas in Qatar è proprio vicina alla grande base aerea degli Stati Uniti.

 

(Pietro Vernizzi)

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