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TURCHIA/ Foa: Erdogan sta con l'Isis, l'Europa non si fidi

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan (Infophoto) Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan (Infophoto)

Non si sa chi siano i veri mandanti di questo attentato. Io continuo a non credere che l’Isis abbia colpito volutamente la Turchia. Diversi rapporti di intelligence hanno dimostrato che la Turchia è tra i Paesi che hanno favorito l’ascesa dello stato islamico anche attraverso finanziamenti.

 

Eppure la Turchia è ufficialmente in guerra contro l’Isis …

E’ solo una posizione di facciata. Quando alcuni mesi fa sono stati annunciati i bombardamenti turchi contro l’Isis, in realtà sono andati a colpire i curdi. L’Isis quindi non farebbe mai un attentato per destabilizzare quello che in realtà è un amico. E’ quindi anche possibile che gli uomini del califfato abbiano voluto fare un favore a Erdogan.

 

Ieri intanto la Merkel è stata in visita ad Ankara. Qual è il senso di questo viaggio?

E’ evidente che la Germania a sua volta è piuttosto in difficoltà. La Merkel ha avuto un atteggiamento molto oscillante: prima ha detto di no ai profughi, poi sull’onda dell’emozione per la morte del piccolo Aylan li ha accolti e quindi ha chiuso nuovamente le porte. L’auspicio della Merkel è che i profughi si fermino il più possibile lontano dalle sue frontiere, meglio se in Turchia, Grecia e Italia.

 

E’ possibile che il mese scorso la Turchia abbia aperto le valvole dei migranti per scelta politica?

Sì, è possibile. A risultare strano è stato però non solo il comportamento della Turchia, ma anche quello delle organizzazioni che si occupano dell’accoglienza dei profughi. Le Ong hanno detto di avere esaurito i fondi, e quindi di non potere più trattenere i migranti nei campi profughi. Di fronte a un’emergenza mondiale, ci si aspetterebbe che i fondi di cui hanno bisogno siano rapidamente reintegrati, e a questi livelli non è difficile reperire alcune decine o centinaia di milioni di euro. Qualcuno però ha preferito aprire le valvole.

 

(Pietro Vernizzi)

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