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DALLA GRECIA/ Anche Einstein "boccia" Tsipras 2

Pubblicazione:sabato 24 ottobre 2015

Alexis Tsipras (Infophoto) Alexis Tsipras (Infophoto)

Il governo aveva promesso che non avrebbe applicato questa tassa. Ma poi ha cambiato idea, adducendo giustificazioni piuttosto malandrine. Un deputato "syrizeo": "Questa tassa non va a colpire gli elettori del nostro partito". Il ministro dell'educazione: "Chi invia i figli alla scuola privata è un benestante, quindi fa una scelta. Noi sosteniamo la scuola pubblica". Si è dimenticato di aggiungere che più della metà dei ministri mandano i loro figli alle scuole private, compreso Tsipras, e che la scuola pubblica è in un costante stato comatoso e che per un genitore responsabile del futuro del proprio figlio, la scelta di una scuola privata è quasi un "dovere".

Qualcuno inizia a chiedersi se questo programma avrà successo oppure sarà un fallimento. Finora si è scelto di tassare ulteriormente i pensionati e gli stipendiati, non si è fatto ancora nulla nella lotta all'evasione e all'irrigidimento nel controllo dei liberi professionisti, i campioni dell'evasione. Come se non bastasse, il governo ha chiesto la testa del responsabile dell'ufficio delle entrate - un organo formalmente indipendente - sostenendo che non ha compiuto il suo dovere nella raccolta delle tasse e nella lotta all'evasione. Ma nello stesso modo aveva agito il precedente governo. Venne sostituito da un uomo di fiducia e l'attuale "dimissionato" sostituito con un uomo di fiducia dell'attuale governo. Scelta che non è stata gradita a Bruxelles e non è un segnale positivo per la lotta all'evasione.

Da Atene ieri è partita anche la delegazione delle "istituzioni", arrivata tre giorni fa per una prima valutazione della "road map" ateniese. Anche su questo fronte le notizie non sono positive. Le sue posizioni divergono da quelle del governo ellenico, soprattutto per le voci: limiti al pignoramento della prima casa e i crediti inesigibili. Ma Atene ribadisce che vuole una "soluzione politica". Quale? Forse lo sapremo durante il prossimo incontro di inizio novembre. 

Come sempre piove sul bagnato: la Troika chiede, Atene prima rifiuta poi è costretta a cedere. A opporre resistenza ci hanno provato prima Papandreou poi Samaras. Adesso è la volta di Tsipras, a corto di tempo e soldi, ma soprattutto a corto di strategie economiche "equivalenti" - cioè quel "programma parallelo" di cui parlava prima delle elezioni - che siano in grado di alleviare la pressione fiscale e i tagli previsti dal Memorandum 3. Albert Einstein sosteneva che ripetere sempre la stessa azione sperando ogni volta in un risultato differente è "insano".



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