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Esteri

SCENARI/ Dalla Libia alla Siria, l'asse Londra-Parigi è il funerale d'Europa

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Nel senso che in qualunque importante consesso internazionale gli stati dell'Unione europea si comportano da sé e non in concerto con l'Unione.  Dobbiamo avere l'onestà di dire che l'Unione europea non esiste.

 

Parole forti, le sue.

 

Applaudiamo all'unione monetaria, l'unica unione reale che esiste, ma dal punto di vista politico l'Unione europea non esiste. Uno dei risultati di quanto dico è il fatto che negli ultimi anni è aumentato il numero dei partiti populisti che sono contro l'Unione.

 

Che ne pensa del lavoro che sta facendo l'inviato delle Nazioni unite Bernardino León in Libia?

L'Onu non ha un record straordinario negli ultimi 30 anni di risoluzione dei conflitti, fanno quello che possono con i mezzi che hanno. León è un grandissimo professionista, ma tessere la tela della complessa ragnatela libica non è cosa facile, gli occorre molto tempo. Gli stati europei poi si muovono ciascuno per conto proprio.

 

In questa situazione, la "disponibilità" a impegnarsi in Libia di cui Renzi ha parlato all'Onu che presupposti ha?

Renzi è persona volenterosa ma non ha alle spalle un paese fortemente interessato alle dinamiche di politica internazionale. Lo dimostra il fatto che fino a ieri si è dibattuto sui barconi ma non sulle reali ragioni della migrazioni. Questa incapacità ci rende più fragili delle altre nazioni.

 

Ma potrà auspicare al ruolo che ha chiesto?

Un suo ruolo è auspicabile, fermo restando che l'Italia per tradizione non assume ruoli unilaterali. Per cui se il premier sarà sinergico a un'azione comune, ben venga.

 

Cosa pensa della nuova iniziativa della Russia?

La Russia a differenza della Ue ha una politica estera, tutto qui. Ha una strategia chiara di lungo termine, cosa che noi europei non sappiamo neanche cosa voglia dire. Quello della Russia non è un ingresso in uno scenario per lei inedito, semmai un permanere, visto che non se ne sono mai andati.

 

In prospettiva la presenza russa in Medio oriente ribalterà lo scenario a cui eravamo abituati?

Non credo che possa ribaltarlo, perché lo scenario di riferimento è chiaro. Certamente la Russia assumerà altri spazi perché la Ue non li prende e in politica gli spazi vuoti tendono a essere riempiti abbastanza velocemente.

 

Sulla crisi libica avevamo aperto un canale privilegiato con l'Egitto: dov'è andato a finire?

Il canale con l'Egitto rimane forte ed efficace, il nostro paese ha eccellenti rapporti con il Cairo. Bisogna anche osservare che oltre ai nostri rapporti quelli egiziani con Parigi sono diventati eccellenti perché la Francia ha una strategia a lungo termine e un approccio più speculativo dell'Italia alla politica internazionale.

 

Cosa vuole Putin in definitiva, solo proteggere Assad? Il suo intervento potrà estendersi anche alla Libia, visto che anche in Libia opera l'Isis?