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DALLA GRECIA/ I numeri che smontano le "buone intenzioni" di Tsipras

Dopo la vittoria ottenuta alle recenti elezioni, Alexis Tsipras ha tenuto il suo atteso discorso programmatico. SERGIO COGGIOLA commenta le parole del Premier greco

Alexis Tsipras (Infophoto) Alexis Tsipras (Infophoto)

ATENE - Parole e fatti. Le parole sono quelle imbastite dal primo ministro Alexis Tsipras nel suo discorso programmatico del governo Syriza: molta retorica e poca sostanza. Certamente non è volato così alto come a febbraio. Allora promise che avrebbe rigirato la società ellenica come un calzino e avrebbe messo in riga i creditori. Lunedì sera è stato più cauto, anche se ha promesso che in quattro anni rimodellerà il sistema produttivo del Paese, combatterà la corruzione e l'evasione. Ma ha sottolineato che la prima "valutazione" del Quartetto europeo sarà determinante per la discussione sulla ristrutturazione del debito e per la ricapitalizzazione delle banche. 

Per intanto ha annunciato il "congelamento" dell'Iva (23%) per le iscrizioni nelle scuole private. Se ne riparlerà a novembre, quando cioè i genitori avranno già iscritto i loro figli. Nel frattempo, il governo promette di trovare delle risorse "equivalenti". Quali? E poi tante promesse per uno Stato più giusto, in cui i ricchi saranno costretti a pagare il dovuto, e ovviamente l'evaso. E ha annunciato che tra quattro anni la Grecia sarà in pieno sviluppo. 

I commenti dei quotidiani non sono stati molto approfonditi, quasi come si sapesse che il suo discorso era un passaggio obbligato dall'iter parlamentare e come si è consci che saranno i numeri quelli che decideranno il futuro del Paese.

I numeri, appunto. Sempre lunedì, il governo ha presentato all'Eurogruppo la bozza della legge di bilancio 2016. Sono previsti tagli per 4,35 miliardi, una recessione dell'1,3% e un aumento della disoccupazione al 25,8%. Resta al 2,3% la recessione per quest'anno. È previsto un avanzo primario dello 0,5%. I tagli maggiori saranno quelli delle pensioni (1,8 miliardi). E poi tasse, e ancora tasse. 

Interessante il "prologo". Si legge che l'instabilità economica e le elezioni hanno fatto deragliare il treno dello sviluppo, che la recessione cesserà soltanto nel terzo trimestre del 2016, che l'aumento del Pil nel primo semestre di quest'anno è dovuto all'aumento drogato dal capital controls dei consumi. Resta il fatto che la bozza di bilancio smentisce le buone intenzioni illustrate da Alexis Tsipras.