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ITALIA IN GUERRA?/ Biloslavo: in Iraq ci saranno (anche) le nostre forze speciali

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In un conflitto come questo è molto difficile solo con i bombardamenti ottenere una vittoria. Se paragoniamo i raid aerei durante la Guerra del Golfo e l'invasione del 2003, parliamo di migliaia di raid al giorno, oggi ne abbiamo circa un centinaio al giorno, vediamo bene che è un numero irrisorio. I bombardamenti aerei, che io ho visto andando in prima linea in Iraq, servono solo per mantenere una situazione di stallo e impedire avanzate dell'Isis, il che è già qualcosa. 

 

E una invasione di terra?

L'invio di truppe di terra porterebbe a uno spargimento di sangue enorme, ma certamente dal punto di vista militare sarebbe un passo in avanti. Ma nessuno a parte gli iraniani vuole mandarle: si continuerà così sperando che aumentino i raid e si arrivi a una strategia comune.

 

In questo senso, anche l'Italia è pronta a bombardare.

Capiremo cosa farà l'Italia dopo l'incontro tra il segretario della Difesa americano e il nostro ministro Pinotti, che tra l'altro parleranno anche di Afghanistan dove si è creata una situazione tale che si rischia di tornarci, altro che venirne via. Poi toccherà al Parlamento dare l'autorizzazione per missioni di guerra. Piuttosto, personalmente ho avuto informazioni certe che l'Italia manderà nel nord Iraq forze speciali a dare aiuto ai combattenti curdi in modo molto più concreto di quanto fatto fino a oggi.

 

Se passa questa risoluzione, i nostri aerei saranno impegnati solo in Iraq: come mai?

Il fatto di non bombardare la Siria è dettato dalla voglia di non impelagarsi in un pantano ancora peggiore di quello iracheno, che già è grave.

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