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SAN CHARBEL/ Bambina musulmana guarita grazie all'intercessione del santo libanese (video)

Pubblicazione:mercoledì 7 ottobre 2015 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 7 ottobre 2015, 17.27

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Charbel Makhlouf detto anche Sciarbel Makhlouf, vero nome Youssef Antoun (Giuseppe Antonino) monaco libanese morto nel 1898 è stato proclamato santo da Paolo VI nel 1977. Uomo di grande fede, i miracoli da lui compiuti sarebbero tutti avvenuti dopo la sua morte, quando nel 1950 la sua tomba venne aperta da una commissione di medici che constatarono lo stato di conservazione del corpo. Ma già al momento della sua sepoltura erano cominciati pellegrinaggi di fedeli che chiedevano la sua intercessione: durante la sepoltura infatti il corpo avrebbe trasudato sangue misto ad acqua in modo scientificamente inspiegabile. Numerosi i casi di guarigione di cui è ritenuto autore tanto da essere fatto santo. Ad essi se ne aggiunge adesso un altro, particolarmente significativo, e cioè la guarigione di una bambina siriana musulmana come riporta oggi l'agenzia AsiaNews. Milan 3 anni di età, è profuga in Libano con la famiglia di religione sunnita, e si era ammalata di un tumore che ha causato anche un virus debilitante e considerato mortale. Per i medici un caso senza possibilità. La madre ha allora riportato a casa la piccola e ha deciso di recarsi in pellegrinaggio al santuario di San Charbel, molto conosciuto anche tra gli islamici. Il giorno dopo ha riportato la piccola a fare un test e i medici le hanno detto che inspiegabilmente il virus letale era scomparso del tutto. Non solo, la bambina ha anche avuto una visione: “Erano le 8 di sera, rientrando a casa e strada facendo, si era addormentata. Quando Milan si risveglia ci dice ‘Oggi, Babbo Charbel è venuto a trovarmi’”. Il santo le avrebbe detto: ho pregato Dio affinché ti curasse. Ha aggiunto la mamma: “Ogni volta che sente dolore, va, prende il santino di San Charbel, piange, poi inizia a dialogare con lui, ma ignoro che cosa gli dice e quale sia la natura di questo rapporto che li unisce. Queste cose nessuno le conosce se non loro due”.



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