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BREXIT/ Cameron: le nostre quattro richieste per restare nell'euro

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L’ultima richiesta è legata ad un problema che ormai da tempo è in discussione in tutti i paesi della EU, e cioè l’immigrazione. Cameron chiede un controllo più attento dell’immigrazione e che vengano limitati gli abusi riguardo alla libertà di movimento. Tra tutti i temi esposti da premier questo è sicuramente quello che interessa maggiormente ai suoi concittadini, ma nello stesso tempo quello sul quale potranno esserci le maggiori resistenze. Cameron nella sua lettera chiede che il Regno Unito possa emettere una legge relativa al diritto di asilo nella quel sia specificato che solo gli stranieri che risiedono nel Regno Unito da un minimo di quattro anni, possano accadere al welfare britannico, che comporta case popolari, sconti sul fisco e bonus per i figli. Oltre a questo Cameron chiede che ogni qualvolta un nuovo paese entra a far parte della UE, per i suoi cittadini non scatti automaticamente il diritto alla "libera circolazione", ma che questo sia vincolato al raggiungimento, da parte del paese di un allineamento economico con i restanti paesi della UE. Si richiede inoltre che sia esercitato un maggiore controllo riguardo ai matrimoni che vengono contratti solo allo scopo di facilitare un cittadino extra-comunitario nel suo ingresso nella UE.

Cameron ha presentato questa serie di richieste che successivamente dovranno essere discusse dalla "Commissione e dai capi di stato e di governo dei paesi membri" e nello stesso tempo, rivolgendosi anche ai suoi concittadini, ha esplicitato che la sua posizione personale è favorevole alla permanenza nella UE, con le condizioni richieste nella lettera, ma che la decisione in questo senso spetta al popolo britannico che si dovrà esprimere una volta per tutte attraverso l’istituto del referendum.

La volontà di fare esprimere i cittadini attraverso un referendum faceva parte del pacchetto di promesse elettorali di Cameron alla vigilia delle elezioni, e successivamente è stata fatta propria anche dal Partito di opposizione, i laburisti. Invece l’UKIP, il partito della destra nazionalista, si è dichiarato a favore dell’uscita dalla Ue, mentre a favore della permanenza si sono espressi i Verdi, i Liberaldemocratici, e gli indipendentisti gallesi e scozzesi. Nel 1975 l’ingresso della Gran Bretagna nella CEE fu ratificato con un referendum tra i cittadini, ma negli ultimi anni i movimenti che si oppongono alla permanenza in Europa hanno visto crescere i loro voti, come ad esempio l’UKIP che si è imposto nelle elezioni europee del 2014, ed alle elezioni legislative ha raggiunto circa il 13% dei voti.

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